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Rita Lisa Vella

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ehm la notte volo su una scopa con la mia gatta
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dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior!!!

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July 02

Radiodervish

 
 
July 01

punk lullaby

 
June 05

MiA

 
 
Non fermarti adesso, Non temere niente. A casa mi c'è sempre qualcuno che ti apre.
Ti voglio bene
June 04

Un dolce vizio quotidiano.

Lui e lei s'incontrano nel giorno mentre la città d'attorno sembra nuova.
Lui e lei riscoprono le cose che credevano perdute nella noia.

Tutto il piacere di sentirsi chiedere la propria breve vita,
la frase conosciuta, la storia già narrata.

Lui e lei, a leggere i poeti che nessuno al mondo poi leggerà mai.
Lui e lei, riempire di sospiri lunghe pause di pensieri mentre il suono del silenzio li accompagna...

Lui e lei s'incontrano d'accordo nel consueto vecchio posto d'ogni giorno.
Lui e lei ritrovano ogni cosa che già il tempo ha ricoperto con la noia.

Ed ogni giorno ormai sentirsi raccontare la storia conosciuta,
la frase risaputa, la propria morta vita.

Lui e lei, a leggere un giornale, camminando lungo il viale verso casa.
Lui e lei, riempire di pensieri, lunghe pause piene d'ira mentre il vuoto del silenzio li accompagna...
 
 
IO TU E LE 27 SIGARETTE, IO TU E I MIEI MILIONI DI PAROLE, IO TU E I MIEI "tra 10minuti", IO CHE CREDO, VOGLIO CREDERE E CONTINUERò A FARLO NEL RUMORE DELLE NOSTRE PAROLE... IO CHE NON SOPPORTO I TUOI SILENZI. Ci sono belle consuetudini e buone abitudini.
May 21

nichilista felice.

O mia anima, io ti ho insegnato a dire 'oggi' come 'un giorno' e 'una volta' e a danzare in giro la tua danza sopra ogni Qui e Là e Laggiù.
O mia anima, ti ho liberato da tutti i nascondigli, ho spazzato via da te la polvere, i ragni e la penombra.
O mia anima, ho lavato da te il piccolo pudore e il cantuccio della virtù e ti ho convinta a porti nuda davanti agli occhi del sole.
Con la tempesta, che si chiama 'spirito', io ho soffiato sopra il tuo mare ondoso; ne ho spazzato via tutte le nuvole, e ho strozzato l'impiccatore, che si chiama 'peccato'.
O mia anima, io ti ho dato il diritto di dir No come la tempesta, e di dire Sì, come dice Sì il cielo aperto: e tu stai immobile come la luce e passi attraverso le bufere negatrici.
O mia anima, io ti ho reso la libertà su tutto il creato e non creato: chi conosce, come tu la conosci, la voluttà dell'avvenire?
O mia anima, io ti ho insegnato il disprezzo, non quello che sopraggiunge come un verme roditore, ma il grande, amoroso disprezzo, che tanto più ama là ove più spregia.
O mia anima, io ti ho insegnato a convincerti in modo da radicare in te anche: la convinzione delle cause: simile al sole, che induce il mare a credere alla sua altezza.
O mia anima, io ho tolto da te ogni obbedienza inginocchiamento e invocazione al Signore; ti ho dato io stesso il nome di 'svolta del destino' e 'fato'.
O mia anima, io ti ho dato nuovi nomi e variopinti meccanismi, ti ho chiamato 'fato' e 'ampiezza delle ampiezze' e 'cordone ombelicale del tempo' e 'campana azzurra'.
O mia anima, al tuo regno terrestre ho dato da bere tutta la sapienza, tutti i nuovi vini ed anche tutti i vini incredibilmente vecchi e forti della sapienza.
O mia anima, ogni sole io ho versato su di te e ogni notte e ogni silenzio e ogni nostalgia: e tu mi sei cresciuta come un albero di vita.
O mia anima, ecco che tu stai davanti a me straordinariamente ricca e pesante, una vigna con mammelle gonfie e densi grappoli d'oro bruno: densi e carichi della tua felicità, tutti un'attesa di eccesso e tuttavia nel pudore dell'attesa.
O mia anima, non c'è in nessun luogo un'anima più amante, comprensiva e ampia! Dove mai si incontrano e si congiungono meglio che in te passato e futuro?
O mia anima, io ti ho dato tutto, e tutte le mie mani si sono vuotate per te: e ora! Ora tu mi dici sorridendo e piena di malinconia: 'Chi di noi deve ringraziare?
Non ha da ringraziare il donatore per colui che ha ricevuto? Non è il donare una necessità? Non è il prendere un gesto di compassione?'
O mia anima, io comprendo il sorriso della tua malinconia: la tua stessa ricchezza eccessiva tende ora mani imploranti!
La tua pienezza volge gli occhi sopra mari tempestosi e cerca e attende; la nostalgia della pienezza rifulge dal cielo sorridente del tuo occhio!
E in verità, o mia anima! chi vedendo il tuo sorriso non si scioglierebbe in lacrime? Gli angeli stessi si sciolgono in lacrime per la bontà enorme del tuo sorriso.
È la tua bontà e l'eccesso delle tue bontà, che non vogliono lamentarsi né piangere: e tuttavia il tuo sorriso, o mia anima, si protende verso le lacrime e la tua bocca trema verso il singhiozzo.
'Non è ogni pianto un lamento? E non è ogni lamento un'accusa!'
Così tu dici a te stessa, e perciò tu vuoi, o anima mia, piuttosto sorridere che scaricare la tua pena; scaricare in lacrime cocenti tutta la tua pena per la tua pienezza e per tutto il bisogno che ha la vigna del potatore e del falcetto del potatore!
Ma se tu non vuoi piangere né sfogare nel pianto la tua purpurea malinconia, dovrai pur cantare, o mia anima! Vedi, sorrido io stesso predicendoti questo:
cantare, con canto ebbro, finché tutti i mari si calmino per ascoltare la tua nostalgia, finché sopra tutti i mari della nostalgia plani il vascello, il miracolo d'oro, per il cui oro tutte le buone, cattive, singolari cose sobbalzano; anche molte grandi e piccole specie animali, e tutto ciò che ha strani piedi leggeri da poter correre per sentieri viola-zzurri, verso quel miracolo d'oro, il libero vascello e il suo signore: ma questi è il potatore, che attende, con falcetto di diamante, il tuo grande liberatore, o mia anima, il senza nome, a cui solo i canti del futuro troveranno un nome! E invero già il tuo alito profuma di canti futuri, già tu ardi e sogni, già bevi assetata a tutte le canore profonde fontane consolatrici, già riposa la tua malinconia nella felicità dei canti futuri!
O mia anima, ora ti ho dato tutto e anche l'ultima delle mie cose, e tutte le mie mani si sono vuotate per te: e che io ti abbia esortato a cantare, ecco, questa è l'ultima delle mie azioni!
Che io ti abbia esortato a cantare, dillo, dillo tu: chi di noi ha ora da ringraziare? Ma dunque: cantami, canta, anima mia! E lascia che io ti ringrazi!”
Così parlò Zarathustra.