Rita Lisa's profile-=|¢ø|/|ë µñå ®ø§å ¡ñ µñ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    October 30

    inerme

    Le mie grida non hanno suono

    Non possono

    Non vogliono

    Boati, echi confusi

    Per raggiungere il cavallo pazzo

    Che traina l’ineluttabile lancetta

     

    Inerme

    October 18

    dormo col cuore a metà

    Era un momento senza importanza
    Un bacio solo in una danza
    Un bacio vigliacco del tipo che
    ti ritrovi distrutto pensando che ormai è certo lei ama te...
    In quel momento preciso e vitale
    come una lama nel cuore ti appare
    Un viso che dorme vicino a te
    Un'emozione che gela tutto il bevuto
    Un'emozione che gela più del dovuto
    Dormo col cuore a metà
    Diviso tra il sogno e la realtà
    Tra un corpo da mille carezze e
    Le mille incertezze della libertà
    Un altro posto, un'altra danza
    Stesso momento di uguale importanza
    Non t'immagini certo la tua ragazza
    che ti dice che in fondo è in vacanza
    e che vuole godersi l'età che avanza
    A questo punto è l'intimità
    A parte loro nessuno saprà
    che fu un trionfo del sangue,
    della passione,
    del dirsi tutto con dolcezza!
    October 17

    mi sono autolegata ad un gomitolo di lana

    Non ho più 15 anni, è un dato di fatto. Per questo devo a me stessa tutta una serie di responsabilità, per questo devo proibirmi severamente di sprofondare in quella leggerezza remota, di essere, di pensare, di agire. DEVO PENSARE. PRIMA DI AGIRE DEVO PENSARE. Ma quanto?

    Mesi che gioco col mio cervello come un gatto col suo gomitolo, ci gioco, lo accarezzo, lo graffio…

    Non riesco ad accettare l’idea, o la possibilità, di star tanto arrovellandomi per nulla, di combattere una guerra per un paradiso che non c’è, non esiste…

    Bisogna che si verifichi una corrispondenza biunivoca tra il cuore ed il cervello, bisogna che accada, prima che inizi a pensare con le ginocchia, prima che mi ritrovi a raccogliere pezzi di me sparsi in chiunque ed in qualunque parte di questo piccolissimo universo. Appesa alla malinconie, alla malinconia di quelle cose che non sono mai state importanti per me, e che ora mi sembrano la mia antonomasia per eccellenza . Mi sento il personaggio che nei miei racconti non è mai entrato, la nota che stona in una melodia perfetta, la parola detta male che ha posto fine ad una bella gara in cui stavo vincendo, e che ha decretato la vittoria altrui… mi sento il centro del vuoto.

     

    E mi viene in mente un film…

    <<La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel cercare di somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi>>

    TUTTO SU MIA MADRE.

     

    E mi sento come una perla di saggezza da 4 soldi.

    October 11

    come te lo direi

    Te lo direi che il tuo viso si bagnasse di lacrime allegre ed i tuoi sorrisi si tingessero di quelle tristezze mai svelate.

    Te lo direi nel momento sbagliato, per egoismo, perché tu possa essere violentato dagli stessi dubbi che io pazientemente ho saputo districare dal mio cervello.

    Te lo direi perché tu rida di me, mettendo un punto definitivo a queste pagine senza senso.

    Te lo direi piano prima, tutto d’un fiato poi, perché io possa reggere il tuo sguardo, e quello che vi nascondi dietro.

    Te lo direi proprio quando tu non vorrai ascoltare.

    Te lo direi forte, perchè dopo, stremata, non parlerò più, né risponderò ad alcuna domanda...

    Te lo direi piano, perché tu possa capire, perché lo direi una volta sola.

    Te lo direi mentre piove di brutto, quando è tutto chiuso e in giro non c’è nessuno, mentre i nostri vestiti aderiscono piano alla nostra pelle, si raffreddano, cambiano colore…

    Te lo direi senza darti spiegazioni plausibili.

    Te lo direi gesticolando, sfiorandoti di tanto in tanto.

    Te lo direi a singhiozzi.

    Te lo direi come si dicono le piccole cose, quelle piccole cose che al primo sguardo lasciano indifferenti, ma silenziosamente ti cambiano l’aria, il mondo intorno,ma per nessuna ragione cercano di cambiare te stesso…

    Te lo direi quando non sono preparata, con masochismo, perché mi faccia male anch’io ascoltandole.

    Te lo direi mettendomi nel centro, mettendoCI nel centro, come fuori dal resto, come personaggi sfuggiti al copione.

    Te lo direi in una lingua che non conosci, ma che ti sorprenderai di capire…

    Te lo direi, lasciando che dai miei occhi si riveli  il mio solito,blando ottimismo.

    Te lo direi mostrandoti tutti gli aspetti del mondo che ti somigliano, che nonostante la tua vanità non ne avevi mai considerati tanti.

    Te lo direi in un brindisi…che nessun brindisi mai sarà più uguale a quelli fatti prima.

     

    Te lo direi sforzandomi di dirlo nel modo più intelligente possibile, nel modo più bello possibile, nel modo più vero possibile…eppure so che sarà incredibilmente stupido,so che non somiglierà affatto al modo in cui volevo dirtelo.

    Te lo direi sbagliando.

     

    Io sono quello
    Che sbaglia tutto:


    Il verme il frutto.


    Sbaglio l'amore,


    Sbaglio le ore
    Del batticuore.


    Sbaglio a salire
    Sbaglio a discendere.


    Sbaglio l'assenza
    E la presenza.

     

    Io sono quello
    Che sbaglia tutto:


    Sbaglio nel largo
    E nello stretto.


    Sbaglio a fuggire


    Sbaglio a stormire.


    Sbaglio a morire
    Dove non sono.

     

    Io sono quello
    Che sbaglia sempre:


    Sbaglio nel dare


    E anche nel prendere.


    Sbaglio a ferire


    Sbaglio a guarire.


    Sbaglio a star solo
    E in compagnia.

     


    Ahi vita mia:
    Sbaglio follia.

     

    Raffaele Carrieri da "Io che son cicala "

    October 07

    punto per punto

    Violentemente.

     

    Troppo tempo che violentemente mi ricorda di quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho ceduto all’istinto di baciare qualcuno violentemente senza pensare ai perché, ai per come, alle possibili conseguenze,ai casini della situazione in cui mi sarei messa arrendendosi perduta a quell’impulso. Troppo tempo che violentemente mi ricorda di quanto tempo è passato dalla prima volta che ho resistito all’istinto di baciare te violentemente senza pensare…

    Stanca.

     

    Stanca.

    Di unire questa via mia puntino per puntino. Come in quei giochi che facevo da piccola. 1.2.3.4.5.

    Ma lì ne usciva un disegno. Qualcosa che desse un senso a questo avanzare senza sapere cosa si vuole e cosa aspettarsi.

    Invece ho la netta sensazione che per questo mio procedere non ci sia alcun disegno meraviglioso che rivelandosi mi possa dimostrare che ogni passo ha avuto il suo perché.

    E tutto ciò perché sono stanca di calcolare. Me stessa e gli altri.

    Come se andassi ad una festa e non passassi al tavolo del buffet, e nemmeno a quello delle bevande. Come se restassi tutta la sera in un angolo, con le braccia cinte al petto, ad osservare.

    NON SBILANCIARSI.

    Un errore madornale da cui non so più uscire.

    Orecchie da mercante sempre. Come se dormissi con un occhio chiuso e un occhio aperto.

    Mi conosco, o almeno credo, perché non poco spesso è accaduto che qualcuno mi abbia rivelato cose di me che io sentivo, intuivo, ma non capivo. Ad ogni modo so che relazionarsi a me è difficile. Studio chiunque in ogni minimo dettaglio, ricordo ogni gesto,ogni parola, giusta e sbagliata,mi segno ogni pensiero colto in un lampo di sguardo, a volte mi segno anche i prossimi sviluppi e le prossime mosse (quando riesco a prevedere)…

    Il risultato è sempre stato che i miei più grandi rapporti sono quelli che non sono stati mai catalogabili in schemi di qualsiasi tipo, quelli di cui non sono mai riuscita a prevedere niente, quelli con le persone che hanno rotto la mia gabbia di stupide teorie, con coloro che mi hanno sempre smentito, nel bene o nel male.

    Esempio. Mesi fa, molti ma non troppi, il mio cervello colse un’idea che esposi alle mie amicizie più solide.

    Ieri sera è accaduto.

    Ciao. Ciao.

    E nemmeno la soddisfazione di poter dire “Chi l’avrebbe mai detto?!”

    Non so mentire sui sentimenti. E’ un grande difetto!

    Protetta dalle mie coperte ho perciò provato ad ammettere a me stessa una terribile verità, ma io non posso crederci! NON CI RIESCO a credere che tutto sia ordinario, banale, scontato e prevedibile, NON CI RIESCO a smettere di cercare l’unico, il particolare, l’irripetibile, il meraviglioso.

    E SCUSATE !

    Ed è per questo che so. Ho capito , non tutto ma  molto.

    So che se capitassi adesso, se tu capitassi adesso, io saprei essere totalmente e violentemente la me stessa che tanto mi sono rimproverata di essere, io saprei dondolarmi in un abbandono totale e imbecillizzante, ma così sorprendentemente intelligente. So che se capitassi adesso, se io capitassi adesso tu non sapresti essere totalmente e violentemente il te che tanto mi rimprovero nell’inatteso istante in cui mi scopro immobile ad ammirare le movenze delle tue labbra a rallentatore… forse sei tu che non sai diventare imbecille,scovando nel nuovo status un milione di ragioni intelligenti per rimanervi, almeno per un po’, almeno quanto basta.

    E la smentita me la prendo da sola, mi ritiro a terra per i capelli conscia che non sarai tu

    A ridarmi la fiducia giusta per chiudere gli occhi , che non saranno tue

    Le dita con cui giocare, non saranno quelle dita

    A forzare dolcemente il bottone, non sarà tuo

    Il primo numero da chiamare per dire “sono tornata”.

    Quando avrò fatto e rifatto i conti, quando sarò stanca di dimostrarmi quotidianamente cose che so da sempre, girerò la mia clessidra… ancora.

     

    Violentemente.

    Ho imparato che le parole non dicono sempre quello che vorrebbero dire, che non sempre sono lo specchio di quel che ti porti dentro, di quello che si nasconde dietro il loro riflesso superficiale.

    Violentemente.

    Ricordo a me stessa di quanto io odi superficiali sorrisi e convenevoli, di quanto io non cerchi virtuali situazioni ruffiane e carezze.

    Goffamente consapevole.

    October 04

    prima io.

    Primo.

    Una parola che è tutto un programma.

    Primo giorno.

    Prima notte.

    Primo SI.

    Primo NO.

    Una parola sorprendente e disgustosa allo stesso tempo.

    Per quello che è.

    Per tutto quello che comporta.

    E non dico più niente, perché mi voglio bene, perché rispetto i miei principi, le mie aspettative, anche nel caso in cui si dovessero rivelare vacue e obsolete.

    Che strategia seguire?

    Chiedo.

    LA PRIMA che ti viene!

    Rispondo.

     

    Facile no. Ma non ho mai pensato (e forse mai voluto) che lo fosse.

    Allora perché ora vorrei disperatamente che lo fosse??

    E mentre il nuovo incalza, colora tutto ciò che in passato ho odiato. Perché?

    Perché sono naturalmente portata ad imbellire il passato, comprese le cose brutte, ingigantirle, idealizzarle??

    Idealizzarne addirittura le cicatrici… che idiota!

    Perché sono naturalmente portata a colorare il futuro, comprese le cose di cui sono perfettamente conscia che saranno difficili, ingigantirle, idealizzarle??

    Fantasia. La chiave è questa.

    Il presente è. E mentre è non hai pastelli.

    Passato e futuro possono essere oggetto di fantasia.

    IO SO.

    So che in queste righe c’è il motivo per cui VIVO DI CUORE, vivo innamorata di quello che vivo, e di quello che non vivo, perché molte cose che vivo, le vedo, le sento e le vivo solo col cuore. esclusivamente col cuore. Che mi fa scenate di panico, perché non riesce a fare tutto da solo , secondo lui.

    Secondo me si. E comando io!

    Rose di maggio le mie felicità.

    Attimi.

    Dolci,caldi,saporiti,unici.

    PRIMI.

    Vorrei solo una mano che mi intrecci i capelli, districandoli dai mille punti interrogativi in cui sono impigliati.

    Vorrei accettare le mie debolezze o forse…

    Vorrei fallire. Dimostrarmi che posso. Dimostrarmi che quando succede a me nella merda non ci galleggio, ci sprofondo. Dimostrarmi che sopravvivo. Meglio, dimostrarmi che sopravvivo bene.

    Vorrei trovare qualcuno che mi dica che ho un miliardo di difetti, che me li elenchi uno alla volta in ordine crescente, che mi distrugga e ,al miliardesimo, riprenda fiato e mi dica che nonostante ciò gli piaccio, che proprio per questo gli piaccio.

    Vorrei che mi si presenti una persona poetica, entusiasmante,particolare,in rima.

    Qualcuno da non enfatizzare ed idealizzare.

    Primo foglio.

    Primo panino.

    Prima sigaretta.

    Primo sorriso.

    Primo post da Roma.

     

     

    E domani torno…