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    November 07

    ST senza testa.

    e poi.

    Non il buio, ma io, sempre io.

    Che ogni tanto mi viene voglia di quei vecchi post, quelli in cui c’ero io e il mio mondo, che era piccolo davvero, ma mi riempiva le emozioni. E’ una bugia il tempo, perché certe cose non cambiano mai, perché poi io ci sono sempre, però potresti sbagliarti.

    Tra un post intelligente e uno idiota, tra un racconto e una nostalgia, non è detto che mi trovi. ( e non è detto nemmeno che mi stia cercando) Tra un venerdì distruttivo e un gran sabato pomeriggio che alle 20 diventa domenica.

    Tra le notizie di yahoo, la febbre A, il gossip e Alda Merini, tra l’articolo 21 e i fotomontaggi, tra mio fratello e le distanze fisiche, tra 17 e 21, tra agosto e novembre.

    Riempire i vuoti è un attività che non ho mai saputo svolgere, come annaffiare le piante del nonno, dovevo sempre rompergli una foglia, rubargli un fiore.  Io so passarci sopra, come sulle pozzanghere, in quello sono eccezionale veramente.La vista, anche se sono solo un paio d’ anni che ufficialmente mi ha abbandonata, è un senso che non ho mai usato veramente. Il sentire! Quello mi ha sempre entusiasmata! ecco perché gli rompevo le piante al nonno, preferivo le sue storie. Ecco, io non ho mai fatto molto caso a ciò che vedo, ma quello che sento mi rimane dentro come una fotografia- che lo so che è un controsenso.Ho sempre fatto quello che potevo, questo si. Quello che volevo? È un’altra storia, una di quelle che ho visto e non sentito.

    Però so essere paziente. Solo che così all’improvviso aspetto una di quelle tempeste romane, vorrei vedere la tiburtina allagata e sentire i tuoni e le finestre che sbattono e mi metterei a vedere anche i corti di david lynch. Ma niente, nessun nubifragio all’orizzonte, Roma non vuole piovere stasera che ci stava bene. E butta via quel banale pensiero che è perché c’è tristezza… buuu! Tutt’altro. Tutto terribilmente perfetto, felice, al posto giusto al momento giusto, e appunto adesso una tempesta sarebbe giustissima. Solo per poter vedere il sole domattina, come una sorpresa inaspettata, come la terra. Ma se uno cammina non è detto che stia andando da qualche parte. Ma tra restare e andare, io sceglierei di andare. Anche se so che qualche volta andando, rimango. Ed è una cosa brutta, come una macchina che non esce dal fosso e gli castri il motore. Andando restare vuol dire castrare le emozioni, sapendo di perdere un’opportunità. Un’altra.

    E poi sai che c’è?

    Che è proprio un post senza senso, è stata una lettura inutile mettetevi l’anima in pace, perché io oggi, sono completamente andata.