Rita Lisa's profile-=|¢ø|/|ë µñå ®ø§å ¡ñ µñ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 25

    la Soluzione

    Capitolo 1.

    Non ci aveva mai pensato fino ad ora.

    Eppure la soluzione era a portata di mano, della sua mano fredda e sudaticcia, della sua mano grande…e forse era scritta nelle pieghe decise del suo palmo, ma non era mai riuscito a leggerla... No! Non ci era mai riuscito!Era sicuramente chiusa lì, piccola e docile nel suo pugno stretto, i suoi dettagli nelle vallate tra le dita, la sua voce strozzata in quelle unghie recise dai morsi del nervosismo… La soluzione!

    Giacomo si guardava le mani, assorto nei suoi pensieri… quando la sua Linda lo richiamò, portandolo nuovamente nel mondo reale.

    Giacomo disse <Niente!> e restò ad osservarla… le curve dei suoi capelli neri, sempre morbidi, miele per quel sole che amava tanto specchiarsi nei loro riflessi… quei capelli profumati, quel profumo dolce e fresco in cui aveva spesso affondato le narici e le mani…la guardò mentre col solito e delicato gesto se li appoggiava dietro l’orecchio sinistro.

    Fissò lo sguardo sull’orecchino di pendente quarzo rosa che contrastava col corvino dei suoi capelli, si spostò sul lobo e poi sull’orecchio, perfetto… percorse con lo sguardo il suo zigomo scurito dal fard e dalle lampade, il suo zigomo pronunciato, le sue lentiggini…il naso… quel nasino appuntito e sottile… e le sue ciglia lunghe, il suo occhio profondo che lo fissava… non lo ha retto ed è sceso sul collo, lungo, sinuoso, profumato di lavanda e violette, e all’improvviso lo ha visto teso, sudato, tremante ai suoi baci << Cazzo quanto l’ho amato!>> pensò tra sé e sé, ma lo pensò ad alta voce…

    E Linda mosse le labbra, di un movimento lentissimo, surreale, le sue labbra marroni di rossetto, i suoi denti bianchi, quanti segreti aveva nascosto lì dentro, quanta vita ci aveva lasciato… non sentì nulla e dunque continuò a sezionarla, costeggiò il profilo dei suoi piccoli seni, osservò la pancia nascosta dal verde della maglietta ma nuda per lui, che la conosceva così bene… quella pancia una volta solida, questa pancia tanto morbida in cui ancora lascia sprofondare il viso per sentirsi “a casa”, questa pancia che cinge tra le sue braccia da… quanto saranno?20 anni? Dio, così tanto?

    Ed il suo viso fece una smorfia di non si sa ancora cosa, ma poi si inarcò in un sorriso, quando con lo sguardo scese quella meravigliosa collina dell’Eden su cui aveva corso per la prima volta, emozionato, stremato, terrorizzato… quella divina collina che l’aveva sempre accolto, offrendogli pace, amore, o attimi di sfrenata passione violenta… < Grazie Amore!> pensò tra sé e sé ma sempre ad alta voce, e ancora la sua Linda si mosse, fece per dire qualcosa, in quell’attimo eterno, ma Giacomo che la guardava come inebetito non sentì nulla… e si perse nel guardare le sue gambe, quelle gambe forti che l’avevano spesso imprigionato in una morsa paradisiaca e fatale, quelle gambe che sapevano di mare…e le ginocchia, era sempre stato attratto dalle ginocchia di quella donna, Dio solo sa ancora perché…

    E ancora precipitò nell’abisso dei ricordi, le sentì forti sulle sue, le vide baciate dal sole su quella spiaggia nascosta sul Mar Rosso, le vide giocare nell’acqua della loro piscina, le vide giovani e snelle cinte nelle calze opache di quel remoto Ottobre, le vide nei jeans blu pedalare felici, in quei giorni in cui lui poteva solo guardare…

    E ancora le guardava Giacomo, assorto nei suoi pensieri… quando Linda lo richiamò portandolo nuovamente nel mondo reale… <Ha sempre avuto questo brutto vizio…> pensò tra sé e sé nuovamente ad alta voce, ma stavolta le labbra di Linda si mossero velocemente < Ma che stai dicendo Già? Che ti succede?> e la sentì.

    < Niente!> rispose svelto e prese ad osservare la cucina, si fermò sul tavolo, il pane ancora da tagliare, il coltello nero che avevano comprato insieme al centro commerciale… Si alzò per raggiungerlo.

    < Ma si bravo, taglia il pane và che io metto l’acqua…> E andò verso il lavandino, e mentre gli dava le spalle lui non potè fare a meno di guardare il suo fondoschiena… e stava per perdersi ancora nella sua mente, finchè lei ancora una volta : < Amore ma lo sai che sei proprio str…> e quest’ultima parola le si strozzo in gola, perché nel frattempo Giacomo con uno scatto le aveva ficcando il coltello del pane proprio lì, nella gola. Guardò il suo sangue nella pentola dell’acqua, la guardò afflosciarsi piano a terra, delicata e femminile, come sempre.

     

    Era l’unica soluzione.

     

    Patrizio Crisci.46 anni compiuti ieri e ha colto l’occasione per andare in India. E’ ancora un bell’uomo nonostante tutto, poi con quei nuovi occhiali si sentiva incredibilmente bello e giovane, ed effettivamente dimostrava meno anni di quanti ne aveva.

    Posto numero 23. Volo diretto.

    Patrizio sta leggendo il giornale quando l’hostess gli chiede se desidera qualcosa, lui accenna di no, continuando a leggere il giornale, poi non puo’ fare a meno di osservare quei polpacci scolpiti e si perde nel suo mondo…

    una voce da altoparlante in una lingua strana lo riporta alla realtà…e prese a guardare le pieghe delle sue mani fredde e sudaticce.

    May 24

    ME!

    A volte faccio fatica a capire in quale parte di me si trova la mia anima... e mi succede quando mi alieno nel mio non sentimento universale: vivere distante, su un pianeta satellite, e nel frattempo guardarvi impassibile e non voler capire...non voler credere che tutto finisca in un gioco di ruoli...a volte arrivo a credere che sia meglio essere sbagliati, terribilmente sbagliati, ma equilibrati, stabili,piuttosto che continuare ad oscillare tra un'idea e l'altra di se, senza mai scegliere davvero, nè essere mai del tutto contenti.
     
    CREDO in un posto dove vai avanti perchè ci credi, dove non servono conoscenze...
    ed è per questo che il mio piccolo pianeta non è mai diventato un deserto dove arenarsi su spiagge depresse...
    ed è questo che si traduce nella mia voglia di fare, di andare, di essere... incredibilmente ed instancabilmente ME!
    May 15

    la valigia dell'attrice...

    due giorni fa...
    sono quella che da 13 anni il 12 maggio mette le maniche corte, va al compleanno di Eva sentendosi sempre una bambina felice di mangiare quello che prepara mamma Lina...
    sono quella che balla come una pazza avanti allo specchio, poi canta "E no e no e no" come quando la cantava ad Annas guardando Rinaldo in campo e rimettendo 20 volte la stessa scena per poi imitarla, poi recita qualche pezzo dei suoi preferiti...
    sono quella che per strada cammina piano perchè pensa e osserva "la sua strada" anche se la sa a memoria...
    sono quella che si mette a urlare "vaffanculo" le sere d'estate sul liceo con Sergio, Carmelo e Lupo che anche liberano la loro rabbia...
    sono quella che accanto a Marco è capace di non pensare a niente, libera completamente, o di dilungarsi in discorsi sul senso delle nostre vite, magari seduta sulle scale di parco Marvill, magari perchè l'ho imbrogliato e mi sono fatta accompagnare fino a casa...
    sono quella che quando ascolta de gregori si commuove, quando ascolta guccini ha i brividi e quando ascolta De Andrè si sente sempre come se fosse la prima volta che lo ascolta...
    sono quella che se sta leggendo un bel libro non esce...
    sono quella che quando vede angela sorride sempre, anche se è triste...
    sono quella che vede Anto e pensa sempre a tutto quello che rappresenta per lei, pensa sempre "la mia vittoria"...
    sono quella che nel blues vede l'emblema di se stessa, negli sguardi complici di Alberto, nel suo sorriso sotto il baffo quando entro, nei suoi bicchieri, nel suo microfono....
    sono quella che prima di andare a dormire rilegge tutte le frasi nella sua stanza, quelle patetiche da scuola media, quelle di quando i miei non c'erano e i ragazzi avevano occupato casa, le foto , tutte le foto... e un po' rido e un po' piango, un po' torno a Roma con Angela e Kikka e a quella famosa scommessa, torno a peschici con teresa che accendeva il fuoco a Cartagine e Sara con Tosca la mosca....
    sono quella che legge dietro gli occhi azzurri di Cri e ci vede il mondo, e ricorda gli asini sul letto o gli schiaffi o le canzonette stronze o i primi discorsi o...
    sono quella che (chiamatemi scema) ma ogni volta che ascolta Credo di Radio Freccia si emoziona...
    sono quella che parla con Banshee e si risponde anche...
    sono quella che chiede a papà di prenderla in braccio o di dormire nel lettone e poi pretende di fumarci avanti e si prende puntualmente uno schiaffo...
    sono quella che va dal nonno e gioca come una bambina, fa pastrocchi invece di fare gli gnocchi, corre e si rotola nel prato con Diego, prende in braccio Sara che puntualmente le fa pipì addosso, va in soffitta immaginando di scoprire grandi segreti, ruba i libri di zia Anna e salta sul letto morbido di zio Gaetano, suona due note stonate al pianoforte cui la zia pretendeva di educarla ma le ha insegnato solo a suonare Astro del Ciel con una mano sola, caccia tutti i trucchi di zia e le vecchie foto... poi quel libro delle favole ingiallito con le immagini verdi... e scappa nel letto del nonno a farsela rileggere poggiano la testa sul suo braccio...
    sono quella che fa la matta con mamma, che gira per Napoli con lei come una sorella parlando di tutto, mangiando di tutto, comprando di tutto, quella che fa la bimba lasciando che la mamma insegni, quella che fa la grande pretendendo che stia zitta...
    sono quella che canta con Claudio e inscena finti litigi con Alessio...
    sono quella che gira a vuoto ore a parlare, a mettere le frecce, a tirare il freno a mano, a urlare...nella macchina con Sara, finendo a volte col lirigarci e sempre col farci pace...
    sono quella che fa rutti e dice volgarità indifferentemente da chi ci sia e dove si trovi...
    sono quella che puo' isolarsi all'improvviso nel bel mezzo di una gran festa con tutti gli amici solo per pensare "Dio quanto sono felice"...
    sono quella che con Matilde trova sempre una ragione in più per volerle bene...
    sono quella che prende il caffè la domenica con Cate al Gallery, e sono ancora quella che le rispose a telefono 7 anni fa...
    sono quella che sogna di andare sulla montagna da sola e sedersi e mettersi a nudo e godersi gli alberi,il vento e la solitudine...sono quella che sogna di andare in India sola con il cane grande che non ha...
    sono quella che va a mangiare gli arancini da Zia Tina e poi passa svariate ore in un minuto con Stefano vedendo film,o filmati o ascoltando canzoni o progettando l'universo delle nostre menti, o filmandolo reggendo l'accendino nello studio, o sul motorino stringendolo forte ogni volta che ho paura....
    sono quella che al mare mangia i resti delle altre insieme a Michela, o che balla le canzoni grezze insieme a lei, o che le fa ascoltare canzoni "giuste"...
    sono quella che manda le cartoline a Mucci...
    sono quella che scrive...
    sono quella seduta a fumare 5 minuti ( 2 ore) con Kikka nel vicoletto, quella che la fa piangere e quella che asciuga le sue lacrime...
    sono quella che in Liguria ha avvistato dalla finestra uno che cagava e uno che si faceva la doccia e che continua a ridere quando ci pensa...e che scrocca loro film o passaggi, o si diverte a vederne uno ubriaco che sempre in Liguria riaccompagnò a letto tutto scorticato perchè aveva lottato con le piante, o ascolta le volgarità di quello che mangiò 4 Kinder Delice...
    sono quella che ruba le penne colorate a Teresa, che ride trovando le sue minacce sul banco o sul diario, che cucina insieme a lei, che va a dormire da lei e , raccomandatole il silenzio, cade sul tappeto con un tonfo sordo...
    sono quella che bestemmia ai tacchi...
    sono quella che o è bianco o è nero,
    o sei dentro o sei fuori,
    o ti ama o ti odia,
    o cuore o cervello...
    quella che fa la tesina sulle antinomie, appunto per quelle due visioni contrapposte, quelle due verità che non fanno una bugia tra cui solitamente è impossibile scegliere... perchè al contrario lei vuole scegliere, deve, portata com'è a dividere giusto e sbagliato, brutto e bello, vero e falso....
    due giorni fa...
    e allora perchè oggi sono qua, con la valigia dell'attore in mano e due lacrime in viso, e non so scegliere se portarmela dietro o abbandonarla, non so se andare dove dice lei o dove dice la mia razionalità...

    Eccomi qua
    sono venuto a vedere
    lo strano effetto che fa
    la mia faccia nei vostri occhi
    e quanta gente ci sta
    e se stasera si alza una lira
    per questa voce che dovrebbe arrivare
    fino all'ultima fila
    oltre al buio che c'è
    e al silenzio che lentamente si fa
    e alla luce che taglia il mio viso
    improvvisamente eccomi qua
    siamo l'amante e la sposa
    siamo arrivati fin qua
    l'attore e la sciantosa
    e siamo pronti a qualsiasi cosa
    pur di stare qua
    siamo il padre e la figlia
    arrivati fin qua
    siamo una grande famiglia
    abbiam lasciato soltanto un momento
    la nostra valigia di là
    nel camerino già vecchio
    tra un lavandino ed un secchio
    tra un manifesto e lo specchio
    tra un manifesto e lo specchio

    Eccoci qua
    siamo venuti per poco
    perché per poco si va
    e il sipario è calato già
    su questa vita che tanto pulita non è
    e ricorda il colore di certe lenzuola
    di certi hotel
    che il nostro nome ce l'hanno già
    e ormai nemmeno ci chiedono più
    il documento d'identità
    e allora eccoci, siamo qua
    siamo venuti per niente
    perché per niente si va
    e c'inchiniamo ripetutamente
    e ringraziamo infinitamente…

    Eccoci qua
    siamo il padre e la figlia
    capitati fin qua
    siamo una grande famiglia
    abbiam lasciato soltanto un momento
    la nostra vita di là
    nel camerino già vecchio
    tra un lavandino ed un secchio
    tra un manifesto e lo specchio
    tra un manifesto e lo specchio

    May 12

    to be me!

     

     

    La comprensione di se stessi nasce dalla disponibilità, dalla capacità  in qualsiasi momento di cambiare direzione,… di effettuare delle scelte…

     

    Ed è quando ci sentiamo impotenti, quando siamo di fronte a qualcosa di infinitamente grande che ci fa sentire infinitamente piccoli, è allora che abbiamo il mondo nelle nostre mani, dobbiamo solo scegliere cosa farcene, chi essere…

    E dunque chi sono io? Di cosa voglio vivere? Sono l’esteta che si diletta in una intricata serie di avventure che non hanno un fine ultimo se non quello dell’immediato godimento?egoista io, materialista io, combatto la mia angoscia esistenziale nel bagliore singolare di un attimo fuggevole? sono la moglie morale, fedele, la figlia brava, la scolara diligente, dedita ad una assoluta vita etica,nuotando in un mare di valori assoluti irraggiungibili ?

    Né l’una, né l’altra forse… magari tutte e due direi hegelianamente parlando…

    Di sicuro certo una vita costellata di buoni valori, di giusti ideali, forse sono anche esagerata in questo e a volte perdo il senso estetico della mia vita, A VOLTE sacrifico il mio attimo fuggevole per un futuro che poi nemmeno so per certo quanto potrà darmi .a volte vorrei davvero credere in hegel, trovare il giusto equilibrio tra le due strade opposte,prendere il buono di entrambe,salvare il salvabile, ma DEVO scegliere!Lo so, lo sappiamo tutti, e non è affatto sicuro che dietro le nostre “sliding doors” infondo ci sia lo stesso punto di arrivo, non sarebbe nemmeno giusto cazzo!

     Chi sono io dunque? Chi voglio essere? Che scelte voglio fare?

    Platone col suo mito di Er mi direbbe che il mio destino l’ho già scelto e che ora devo inesorabilmente viverlo,

    Aristotele mi direbbe che devo scegliere secondo ragione…

     la scelta c’è, deve esserci, anche gli errori devono rientrare nella mia logica del “voluto”, perché la mia vita non puo’ essere una saponetta che all’improvviso mi scivola dalle mani…

    Chi sono io? Chi voglio essere? Che scelte voglio fare?

    Sono forse l’asino di buridano che davanti a due mangiatoie ugualmente colme di fieno muore di fame non sapendo quale scegliere?

     Scegliere è forse una condanna come sostiene Sartre? La libertà di scelta puo’ essere considerata una condanna? Anche decidendo di non scegliere stiamo scegliendo…

    Dice Kierkegaard: “La scelta è decisiva per il contenuto della personalità: con la scelta essa sprofonda nella cosa scelta e se essa non sceglie, appassisce in consunzione”.

    Le nostre scelte sono lo specchio delle nostre anime, il mondo diventa lo specchio delle nostre scelte…

    L’Alternativa estrema è proposta dai versi dell’ Amleto : Essere o non essere, questo è il problema. Nobile forse è più l'anima che sopporta le frecce e gli urti della fortuna avversa o invece che l'arma impugna e combattendo la tempesta dei mali, lottando doma. Morire, dormire e poi basta, e con il sonno mettere fine alle angosce del cuore e alle mille altre insidie che la carne comporta. Consumazione degna di venire invocata: morire, dormire. Dormire. Forse sognare?

    Le scelte sono dunque anche legate al tempo,limitate nel tempo…e ammettetelo quante volte vi siete sentiti fuori tempo massimo? Soprattutto nei rapporti interpersonali: se gli avessi detto che… se avessi fatto così…

    e troppo spesso arriviamo “sul far della sera”…

    Chi sono io dunque?

    <un nulla; e questo procura a me e al mio genio la soddisfazione di conservare la mia esistenza al punto zero, tra il freddo e il caldo, tra la saggezza e la stupidaggine, tra il qualche cosa e il nulla, come un semplice forse.>

    IL punto zero è l’indecisione permanente, l’equilibrio instabile tra le opposte alternative.

     

    Chi sono io?Chi voglio essere?Che scelte voglio fare?

    IO VOGLIO ESSERE…

     

     

    Ve lo dico alla prossima.

     

    May 05

    fotografie immaginarie

    Sapore di sole

    Baci di cioccolata

    Braccia che ti stringono

    Barba che punge.

    Il mondo.

    Ieri

    Oggi

    Domani

    Un’ora

    Un attimo

    Un’eternità

    Si

    No

    Non lo so.

    Forse

    Quasi

    Forse si

    Ma magari domani

    1

    2

    3

    4

    Oggi più

    Domani meno

    Dopodomani ancora

    1 a 0 per me

    1 a 8 per te

    11 a 8 per me

    11 a 20 per te

    Sarò io?

    Sarai tu?

    Siamo un noi?

    Quando?

    Dolce ottobre remoto.

    Freddo dicembre lontano.

    Calda estate poco lontana.

    Pungente febbraio passato.

    Scale.

    Via Benevento.

    Blues.

    Via Napoli.

    Casa.

    Affetto

    Amore

    Gelosia

    Stima

    Orgoglio

    Sospetti.

    Vendetta

    Silenzio.

    Equivoci.

    Tranquillità.

    Filosofia.

    Matematica.

    Affetto

    Amore.

    Gelosia.

    Scacco matto.

    Cuore in gola.

    Film

    Canzoni

    Libri.

    Lettere.

    Fiori.

    Cioccolatini.

    Promesse.

    Sigarette.

    Risate.

    Lacrime.

    Paure.

    Ricordi.

    esperienze

    Cuore

    Anima.

    cervello.

    1

    2

    3

    4

    Mancanza.

    Sincerità.

    Possesso

    Desiderio.

    Fingere di non sapere.

    Saperlo solo noi.

    Complicità.

    Punto fermo in continuo movimento.

    Vita.

    May 04

    cervellidylaniati

     

    Mi dice:

    <<Devi amare ciò che distruggerai>>

    Mi dice:

    <<Distruggi perché amare non potrai>>

     

    May 02

    A.

    Solchi di anima

    Colmi di lacrime

    Questo

    Mi fai quando mi scavi dentro

    E prendi pezzi di me

    Perché siano moneta

    Per comprarmi.

    Perché?

    Perché lo fai?

    Non vedi la mia anima

    Nuda

    Ornata di sincero gioiello

    Non vedi che ne faccio dono?

    Dono a te?

    Accettami

    Non illuderti di potermi comprare

    Con la forza

    Di lame taglienti

    Con la delusione

    Di parole fraudolente

    Son tua e sono come l’acqua

    Limpida mi scavo la strada

    Non esser roccia

    Che posso scalfire

    Sii acqua

    Che posso amare.

     

    tali