Rita Lisa's profile-=|¢ø|/|ë µñå ®ø§å ¡ñ µñ...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    May 30

    La facoltà di scegliere. Il coraggio di essere.

    Donna muore “secondo volontà”.

    La donna, 70 anni, era affetta da sclerosi laterale amiotrofica, una malattia incurabile, e aveva comunicato a suo marito e ai figli di non volere interventi né accanimenti terapeutici rifiutando, quindi, anche la respirazione artificiale.

    E’ il primo caso in Italia.

    Finalmente si è compreso che il testamento biologico è una questione di diritto più che di etica.

    Resta comunque una questione difficile, perché in realtà si concentra sulla figura dell’Amministratore di Sostegno. Nasce nel Gennaio 2004 la legge per cui

    <la persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione psichica o fisica, si trova nell'impossibilità anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, puo' essere assistita da un ammistratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha residenza e domicilio>

    <L'Amministratore di sostegno viene autorizzato a compiere, in nome e per conto della beneficiaria, le seguenti operazioni: negazione di consenso ai sanitari coinvolti a praticare ventilazione forzata e tracheostomia all'atto in cui, senza che sia stata manifestata contraria volontà della persona, l'evolversi della malattia imponesse, la specifica terapia salvifica>

    Giusto o non giusto che sia, Vicenza Santoro aveva scelto il marito come amministratore di sostegno, e questi ha rispettato le sue volontà di non morire come Welby .

    A questo proposito è interessante ricordare le sue parole

    « Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. [...] Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. »

     

    E’ molto più coraggioso affrontare una scelta simile, tanto quanto è difficile per i familiari rispettarla, ma dietro una decisione così c’è una storia che non puo’ sfumare dietro il dibattito sull’eutanasia. Le persone hanno il diritto di vivere e di morire, che poi fondamentalmente non sono due diritti che vanno interpretati in contrasto : il diritto di vivere è il diritto di fare delle scelte, scelte tra cui è ammessa anche quella di morire, morire prima di non “Essere”.

     

    E dunque ciao Vicenza,buon viaggio.

    May 18

    una parte di me

    E' morto Diego!E si è portato via i miei giochi, le corse e le ginocchia sempre sporche di terra.E' morto senza fare chiasso,senza ricordarmi le feste ai miei arrivi, e i rimproveri alle partenze, è morto senza lasciarmi una foto, ma poco più di un guinzaglio mordicchiato e una cagnetta che lo cerca ancora.
    Non sono più la bambina, o forse dovrei dire il cucciolo,che combinava guai insieme a te, non lo sono più da tempo... ma lo diventavo ogni volta che ti rivedevo, lo ero appena 8 giorni fa quando ti chiamavo dal prato per giocare, lo ero un mese fa, quando fieri e allegri siamo usciti insieme ignorando le proteste e le gelosie di Sara.
    Non tornerò mai più.
    Non tornerai mai più.
    Non mi ero accorta di quanto invecchiassi velocemente, troppo rispetto a me, perchè quando tornavamo a vedercieri sempre il solito vecchio giocherellone, invece ero io quella che non si poteva più sporcare le ginocchia. Questo mi ha fatto credere di poterti trovare sempre lì, sempre uguale, sempre pronto a ridarmi indietro attimi di fanciullezza, come un ricordo che non vuole sbiadire.
    E' morto ora che sono lontana, ora che sono lontana dalla bambina con cui è cresciuto, ora che tutti mi fanno le feste ai miei ritorni, e mi rimproverano alle partenze...
    ma io so che tu me le hai sempre fatte, quando ancora non lo capiva nessuno , quando ancora non lo sentiva nessuno!
    Sono stata la tua preferita, e tu il mio.
    Ci siamo scelti ed addomesticati, poi io bestia, non avevo più tampo per i nostri giochi o forse, credevo di averne ancora troppo.
    Mi hai insegnato l'amicizia, mi hai insegnato la lealtà, la sincerità, il gioco.
    Forte nella buona e nella cattiva sorte, hai affrontato tutto, meno che le gelosie e purtroppo l'età.
     
    Ciao Diego, Ciao piccola Tali...
     
    resto accovacciata nel giardino a chiamarti, aspetto i tuoi salti....
    May 16

    velvet underground

    And what costume shall the poor girl wear
    To all tomorrow's parties
    A hand-me-down dress from who knows where
    To all tomorrow's parties

    And where will she go and what shall she do
    when midnight comes around
    She'll turn once more
    to Sunday's clown
    And cry behind the door

     

    And what costume shall the poor girl wear
    To all tomorrow's parties
    Why silks and linens of yesterday's gowns
    To all tomorrow's parties

    And what will she do with Thursday's rags
    When Monday comes around
    She'll turn once more
    to Sunday's clown
    And cry behind the door

     

    And what costume shall the poor girl wear
    To all tomorrow's parties
    For Thursday's child
    is Sunday's clown
    For whom none will go morning

    A blackened shroud, a hand-me-down gown
    Of rags and silks, a costume
    Fit for one who sits and cries
    For all tomorrow's parties

    May 13

    ?ricerca di che?

    La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca.
     
     
    Martin Heidegger
     
     
     
     Il motto dell'oracolo di Delfi, conosci te stesso, diventa per Socrate l'indicazione della ricerca filosofica. Socrate stesso si ritiene ignorante e non si fa perciò portatore di un qualche sapere compiuto sull'uomo
    Il metodo della ricerca socratica non può dunque essere che il dialogo. Se il dialogo si conclude in genere senza la proposta di una precisa definizione, l'interlocutore di Socrate ne esce sempre turbato e in preda al dubbio, ovvero disposto ad ammettere la propria ignoranza e ad impegnarsi nella ricerca del sapere. Suscitando con l'ironia la messa in discussione di se stessi, Socrate, con l'arte della maieutica (del far partorire) aiuta l'interlocutore a esprimere da sé quel tanto di verità che la sua anima possiede: è nel travaglio interno della propria anima che ciascuno deve cercare, e cercare per sempre, la verità che guida la nostra vita
     La virtù è conoscenza, il male è frutto dell'ignoranza
     
    "Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta"
    Ma quello che Socrate voleva insegnare, era che ognuno s'impegnasse nella ricerca della sua personale verità.
     
     
     
    solo così mi spiego i miei turbamenti continui, le mie continue ricerche di tutto e di niente... e scusatemi se non posso smettere.
     
    una vera razionalità, come dimostrerà più tardi Aristotele, non può limitarsi a comprendere la razionalità altrui, o a risvegliarla, ma deve saper cogliere anche l'irrazionalità, cioè la vera motivazione dell'agire umano e riconoscere che, anche in presenza di un discorso razionale, a volte non possiamo proprio fare a meno di seguire l'estro, cogliere l'attimo ed inseguire chimere od illusioni.
     
     
    che sia la felicità, una stella, un sentimento o una soluzione tutto quello che so è che sono sempre alla ricerca di qualcosa, che poi quando la trovo nemmeno mi serve a molto, se non a capire che ho bisogno di cercare altro ancora
    ancora...
     
     
    May 12

    del dare per scontato

    Una filosofia che manca, l’ho capito da poco, è quella del “dare tutto per scontato”.

    E’ difficile spiegare il succo di questa amara medicina per pigri, spiegarlo in poche righe scritte di rabbia, stupore e delusione, ma posso provare.

    Dunque iniziamo, il primo passo dovrebbe essere la definizione.

    “Dare tutto per scontato” è… un sentimento? No, direi un non-sentimento.

    Un non-sentimento verso la vita, le persone. Un non-sentimento che racchiude pigrizia, la pigrizia del non voler guadagnarsi alcun tipo di relazione con il mondo: o il mondo la consegna come un pacchetto, o niente.

    La vigliaccheria del “Non è colpa mia”, perché se non mi sono guadagnato niente, come puo’ esser colpa mia averlo perso, se è il destino che me l’ha regalato come un gioco, come un gioco è il destino ad avermelo tolto.

    La presunzione, l’arroganza di ritenere di meritare che la vita le dia tutto, senza nulla in cambio, senza rivolerlo mai indietro. Sprezzante non considerare il tempo, chiamarsi fuori dal corso naturale delle cose.

     

    Invece il tempo è quello che va apprezzato, in ogni dettaglio, in ogni secondo… perché sono i dettagli e i secondi a scandire momenti differenti come il giorno e la notte… il dare tutto per scontato ti potrebbe portare la notte, mentre tu dai per scontato che hai ancora ore da vivere di questo giorno, che c’è ancora luce per non dire.

    E vanno apprezzate le esistenze che ti passano accanto, perché potresti scoprirle quando ti rivolgerai a loro dando per scontato di averle lasciate appena un passo dietro di te, invece le hai lasciate cadere nel vortice delle cose che dimentichi per strada, e non potrai sapere chi le ha raccolte, chi le ha curate.

    E quando le piante muoiono, puoi abbeverarle con litri delle tue lacrime e del tuo sudore, non rinvigoriranno se per mesi lei lasciate assetate, in pasto agli uccelli, sotto la neve.

     

    Ci sono esistenze che poi si porta via la vita, e tu potresti non aver salutato, pensando che avresti avuto altri giorni, altre serate in un bar o a guidare sotto la neve, altre gite, altri passaggi da chiedere, altre cene per festeggiare altri rappresentanti…

    E tu dai per scontato di aver imparato, e non ti accorgi di darlo per scontato.

     

    L’unica cosa che manca ai filosofanti di questa dottrina, è la chiave per tornare indietro, ma infondo non importa poi tanto, danno per scontato che prima o poi la ritroveranno.

     

    LA LOGICA è che è plausibile infischiarsene di qualsiasi cosa perché ci si conosce intimamente, si ritiene di potersi permettere una costante non curanza sulla base di una relazione data per assunto, ciò che in matematica non ha bisogno di dimostrazioni. E seppur è vero che la matematica ha per base degli assunti, proposizioni che si danno per vere, essa va avanti, si complica e raggiunge l’infinito solo mediante teoremi da dimostrare, da capire, altrimenti non è che mera istruzione di cui non ricorderai nulla perché non hai nulla da ricordare, perché sei andato avanti a debiti formativi e la maturità te la prendi con una conoscenza però elementare.

     

    LA DIALETTICA è completamente assente. Non c’è bisogno di parole nella filosofia della pigrizia mentale. L'unica eloquenza di cui fanno uso è quella utile e indispensabile, quella per incantare serpenti e adepti, quella per essere giustificati e capiti dai non diretti interessati.

     

    Il risultato è una reggia di piccole piantine destinate a morire, a passare soltanto senza avere il tempo di dare un frutto, di inebriare del proprio profumo. Perché si dedica cura ed attenzione esclusivamente a ciò che non è “dato” ancora e quindi ai rapporti superficiali, privi di spessore, anche a coloro che meno si apprezzano.

    Non esistono “scuse” o “grazie” per chi si è abituati ad avere accanto.

    E invece è proprio dove l’incanto iniziale è svanito che si ha più bisogno di esse, una pianta vecchia ha bisogno di molte più cure di una pianta giovane. L’essere DENTRO a un rapporto non autorizza a dimenticare i contorni, le sfumature, le finezze, le delicatezze che dovrebbero essere dovute a chi ci cammina accanto e non a chi ci conosce appena per apparire al meglio.

    SI considera un rapporto intimo esclusivamente come il luogo in cui scaricare ansie, tensioni, paure, nervosismi, perché è talmente intimo che deve capirci e basta. E SI RISERVA PROPRIO A QUEST’INTIMITà LA PARTE PEGGIORE DEL PROPRIO ESSERE.

     

     

     

     

    Ma noi, filosofanti stacanovisti della coltura di affetti ci dissociamo.

    “Il solo modo di dire il vero è dirlo con amore.”

    David Henry Thoreau

    May 11

    le mie grosse grasse risate

    Ahahahahhahahhahahahahahahahhahahahahahahahahahahhahahahahahhahahahahahahahhahahahahhahahahahahahhahahahahahaaaaaahahahhahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahhahahahahahahhahahahahahhahahahahahhahahahahah

    Ah ah ah

    Ahahah

    Ah

    «Chiediamo al presidente Petruccioli e a Cappon se è ancora ammissibile questo uso privato da parte di Travaglio della tv pubblica», dice Giorgio Lainati del Pdl

     

    A buon intenditor…

    Ahahahahha

    Che Travaglio sia cacciato dalla Rai, su, è quello che vogliamo stupidi… cacciateci Travaglio, chiudetegli la bocca, legategli le mani… solo quello aspettiamo.

    Ahhahahhahah

    “Uso privato della tv pubblica”

    E guardatevi studio aperto e le veline che al prossimo governo berlusconi, quando noi saremo senza capelli e con le rughe e lui ancora arzillo, loro, le veline saranno in parlamento.

    E guardatevi Fede.

    Ahhahahhahhahahhahahaaaaahha

     E votate Berlusconi che possiede la Mediaset, dai che è quella l’informazione libera, perché l’importante è sapere quale meta sceglie per le sue vacanze  Corona.ahahhahahahahhahahhaha

    May 10

    Parlare o non parlare

    « L’inferno è già qui. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio...»


    (Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

    "-Io parlo parlo, - dice Marco, - ma chi m'ascolta ritiene solo le parole che aspetta. (....)
    Chi comanda al racconto non è la voce: è l'orecchio."

    Italo Calvino

    May 03

    passanti,restanti e filosofie nascenti

    Se eri tu, se sei tu, se lo sei da sempre, non mi hai mai guardata,ma se lo hai fatto non l’hai fatto con l’anima.

    Se eri tu, se sei tu, se lo sei da sempre, non mi hai mai ascoltata, ma se lo hai fatto non l’hai fatto con il cuore,né tanto meno col cervello.

    Se fossi tu e non quel corpo come niente più di un contenitore vuoto, mi avresti presa e non semplicemente incontrata.

    Se fossi tu e non una persona qualunque ,avresti cantato guardandomi negli occhi e non semplicemente leggendo le parole sullo schermo.

    Se tu non fossi altro che una dei sei milioni di persone che abitano questo pianeta non bruceresti così tanto, né tanto meno per così tanto tempo, e ancor meno per così poco.

    Se eri tu, se tu lo fossi ora, saresti una quercia forte e verde vivo, sonante del canto di uccelli, protezione del loro nido, sogno di bambini giocosi e allegri e non moneta da cui non nasce pianta, non diamante con il deserto intorno, con il deserto dentro.

    Se eri tu, se non eri immaginario, saresti la soluzione dell’equazione con cui ti sei descritto, saresti il risultato perfetto di ciò con cui ti sei presentato,e non una calcolatrice rotta e dispettosa.

    Se fossi un po’ di quello in cui io ho creduto, saresti coraggioso come Peter e non poco più di un bambino di 20 anni con gli stessi,noiosi,vecchi,usati, vizi e modi che nascondono la viltà del non voler avere responsabilità e non le meraviglie del non voler crescere.

    Se tu eri tu non hai mai aspettato davvero me, ma l’ora in cui suonava la campanella per cui era giustificato andarsene.

    Se ci fossi stato davvero , non saresti semplicemente passato, non conosceresti semplicemente l’insegna, ma tutti i segreti e ogni granello della polvere di questa stanza del cuore che per te voleva farsi casa mentre invece l’hai usata per Motel.

     

    Se somigliaste appena un poco ai fantasmi di voi che mi albergano nel confuso sgabbuzzino delle firme dei passanti pesanti, dei passati violenti, potrei liberarmi di condizionali e congiuntivi imperfetti, e usare il presente.

     

    A tutti quelli che leggendo hanno trovato una coda di paglia nel loro contenitore vuoto,a quelli che non l’hanno trovata ma avrebbero potuto/dovuto.

     

    Ai miei restanti, magnifici e pieni di contraddizioni pulite, veri, onnipresenti…

    Ad Anto, la Restante,ai nostri 10 anni, al primo compleanno in cui le sono lontana una regione…

     

     

     

    A chi rimane e si fa abbraccio di sentimenti che crescono di profondità e umanità, a chi rimane in ogni secondo, in ogni fecondo o doloroso parto dell’attimo, ai restanti per cui davvero posso dire che le loro nature siano diventate sempre più belle e profonde, anche se pure i passanti sono stati progressi, nel loro progressivi andarsene… e poi vi lascio la filosofia, perché è quello che so fare, perché per me non è mai stata questione di andare o restare.

    Ciò che ora è forse tutta la tua felicità o tutto il tuo cruccio, probabilmente tra breve non sarà che l'involucro di un sentimento ancor più profondo e quindi si perderà in sé stesso al sopravvenire di un qualcosa di superiore. E così i nostri stati d'animo si approfondiscono sempre di più, nessuno assomiglia con precisione a un altro, bensì ciascuno è infinitamente giovane e il Parto dell'Attimo.

    Penso ora a tante cose che ho amato; si sono susseguiti i nomi e le persone, e non voglio affermare che davvero le loro nature siano diventate sempre più belle e profonde; però è vero che ciascuno di questi stati d'animo consimili rappresenta per me un progresso, e che è insopportabile per lo spirito ripercorrere le stesse fasi che ha già percorso; esso vuole espandersi sempre più in alto, sempre più in profondo.

    Vi saluto, o stati d'animo, mirabili alternanze di un'anima impetuosa, vari come la natura ma di essa più grandi, perché vi superate di continuo, guardate sempre in alto; mentre la pianta profuma oggi come profumava nel giorno della creazione. Io non amo più come amavo qualche settimana fa; in questo momento non sono più dello stesso umore di quando ho incominciato a scrivere

    Nietzche - la mia vita