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    May 21

    nichilista felice.

    O mia anima, io ti ho insegnato a dire 'oggi' come 'un giorno' e 'una volta' e a danzare in giro la tua danza sopra ogni Qui e Là e Laggiù.
    O mia anima, ti ho liberato da tutti i nascondigli, ho spazzato via da te la polvere, i ragni e la penombra.
    O mia anima, ho lavato da te il piccolo pudore e il cantuccio della virtù e ti ho convinta a porti nuda davanti agli occhi del sole.
    Con la tempesta, che si chiama 'spirito', io ho soffiato sopra il tuo mare ondoso; ne ho spazzato via tutte le nuvole, e ho strozzato l'impiccatore, che si chiama 'peccato'.
    O mia anima, io ti ho dato il diritto di dir No come la tempesta, e di dire Sì, come dice Sì il cielo aperto: e tu stai immobile come la luce e passi attraverso le bufere negatrici.
    O mia anima, io ti ho reso la libertà su tutto il creato e non creato: chi conosce, come tu la conosci, la voluttà dell'avvenire?
    O mia anima, io ti ho insegnato il disprezzo, non quello che sopraggiunge come un verme roditore, ma il grande, amoroso disprezzo, che tanto più ama là ove più spregia.
    O mia anima, io ti ho insegnato a convincerti in modo da radicare in te anche: la convinzione delle cause: simile al sole, che induce il mare a credere alla sua altezza.
    O mia anima, io ho tolto da te ogni obbedienza inginocchiamento e invocazione al Signore; ti ho dato io stesso il nome di 'svolta del destino' e 'fato'.
    O mia anima, io ti ho dato nuovi nomi e variopinti meccanismi, ti ho chiamato 'fato' e 'ampiezza delle ampiezze' e 'cordone ombelicale del tempo' e 'campana azzurra'.
    O mia anima, al tuo regno terrestre ho dato da bere tutta la sapienza, tutti i nuovi vini ed anche tutti i vini incredibilmente vecchi e forti della sapienza.
    O mia anima, ogni sole io ho versato su di te e ogni notte e ogni silenzio e ogni nostalgia: e tu mi sei cresciuta come un albero di vita.
    O mia anima, ecco che tu stai davanti a me straordinariamente ricca e pesante, una vigna con mammelle gonfie e densi grappoli d'oro bruno: densi e carichi della tua felicità, tutti un'attesa di eccesso e tuttavia nel pudore dell'attesa.
    O mia anima, non c'è in nessun luogo un'anima più amante, comprensiva e ampia! Dove mai si incontrano e si congiungono meglio che in te passato e futuro?
    O mia anima, io ti ho dato tutto, e tutte le mie mani si sono vuotate per te: e ora! Ora tu mi dici sorridendo e piena di malinconia: 'Chi di noi deve ringraziare?
    Non ha da ringraziare il donatore per colui che ha ricevuto? Non è il donare una necessità? Non è il prendere un gesto di compassione?'
    O mia anima, io comprendo il sorriso della tua malinconia: la tua stessa ricchezza eccessiva tende ora mani imploranti!
    La tua pienezza volge gli occhi sopra mari tempestosi e cerca e attende; la nostalgia della pienezza rifulge dal cielo sorridente del tuo occhio!
    E in verità, o mia anima! chi vedendo il tuo sorriso non si scioglierebbe in lacrime? Gli angeli stessi si sciolgono in lacrime per la bontà enorme del tuo sorriso.
    È la tua bontà e l'eccesso delle tue bontà, che non vogliono lamentarsi né piangere: e tuttavia il tuo sorriso, o mia anima, si protende verso le lacrime e la tua bocca trema verso il singhiozzo.
    'Non è ogni pianto un lamento? E non è ogni lamento un'accusa!'
    Così tu dici a te stessa, e perciò tu vuoi, o anima mia, piuttosto sorridere che scaricare la tua pena; scaricare in lacrime cocenti tutta la tua pena per la tua pienezza e per tutto il bisogno che ha la vigna del potatore e del falcetto del potatore!
    Ma se tu non vuoi piangere né sfogare nel pianto la tua purpurea malinconia, dovrai pur cantare, o mia anima! Vedi, sorrido io stesso predicendoti questo:
    cantare, con canto ebbro, finché tutti i mari si calmino per ascoltare la tua nostalgia, finché sopra tutti i mari della nostalgia plani il vascello, il miracolo d'oro, per il cui oro tutte le buone, cattive, singolari cose sobbalzano; anche molte grandi e piccole specie animali, e tutto ciò che ha strani piedi leggeri da poter correre per sentieri viola-zzurri, verso quel miracolo d'oro, il libero vascello e il suo signore: ma questi è il potatore, che attende, con falcetto di diamante, il tuo grande liberatore, o mia anima, il senza nome, a cui solo i canti del futuro troveranno un nome! E invero già il tuo alito profuma di canti futuri, già tu ardi e sogni, già bevi assetata a tutte le canore profonde fontane consolatrici, già riposa la tua malinconia nella felicità dei canti futuri!
    O mia anima, ora ti ho dato tutto e anche l'ultima delle mie cose, e tutte le mie mani si sono vuotate per te: e che io ti abbia esortato a cantare, ecco, questa è l'ultima delle mie azioni!
    Che io ti abbia esortato a cantare, dillo, dillo tu: chi di noi ha ora da ringraziare? Ma dunque: cantami, canta, anima mia! E lascia che io ti ringrazi!”
    Così parlò Zarathustra.

    May 18

    sono come scrivo

    Perché è uno stile di vita, perché mi fa sentire viva, perché mi fa tornare in me.

    Perché non è giornalismo, perché per me non è una professione.

    Cosa vuoi fare da grande? La giornalista? Ma forse no. O forse si. 

    So solo che “io scriverò”

     

    Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
    con stelle al neon e un poco d'universo
    mi sento un eroe a tempo perso

     

    Perché ogni parola è una danza, una poesia, una musica, un ricordo, una canzone.

    Perché ogni parola è una lettera che ho scritto di cuore o di lacrime, un biglietto d’auguri sentiti, 

    un amico, un segreto detto in una stanza piccola , affumicata, calda e accogliente.

    E’ una pagina dei miei amati diari scolastici.  E’ una firma nelle vene, o un nome scritto nella sabbia, o il commento dietro una foto


    io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
    veri mattatori e veri ombrellai
    ma gente capace di chiederti solo come stai

     

    Perché è qualcosa di già detto ma funziona ancora. Perché è un discorso che non porta a nulla e tocca tutto.

    Perché non fa paura anche se è un’arma. Perché ha mosso rivoluzioni e cambiato la storia.

    Perché è il mio specchio, perché io sono come parlo, anzi come scrivo. io sono perché scrivo.

    Sono i libri che ho letto e quelli che scriverò, le cose che ho scritto e quelle che scriverò, molto più che le cose che ho fatto e quelle che farò.

    Perché in quello che scrivo mi riscopro, perché cerco di metterci dentro tutto, o tutti.


    io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
    ma posso garantirvi che io
    non ho mai dato troppo peso al sesso mio
    ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
    che viva la vita senza troppo arricchirsi mi salverò
    che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche

     

     

    Perché poi mi rileggo e mi sorrido, perché la mia penna è il pennello con cui sfumo i miei quadri di vita sempre troppo antinomici, sempre contrasti netti e definiti.

    Perché mi piace scrivere con rabbia. Perché è la mia ricchezza, la mia eredità. Perché mi piace scrivere e basta.

    Perché sono sempre felice di iniziare una nuova pagina, bianca e pulita.


    io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
    perché a volte ho mostrato anche i denti
    perché non potevo vivere altrimenti
    io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
    sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
    sul mio passato e sulle mie paure

     

    e’ il mio modo di essere, sono fatta di parole. Il linguaggio è il vestito dei pensieri, del mio mondo.

    Io scriverò.

     

     

    May 16

    cagate di pensieri.

    Mi scuso con chi non merita un simile linguaggio e con chi viene su questo blog aspettandosi post sempre nuovi diversi e sensati.

    Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

    Con questo scritto assicuro di non ledere la dignità e la reputazione di nessuno di chiaramente identificabile.

    e chi ha la coda di paglia, se la tagli.

     

    Rita lisa crede che ci sono diversi tipi di merde. (si ho detto merde)

    Ci sono alcune che puzzano dall’inizio e altre che solo dopo si rivelano in tutta la loro maleodorante essenza.

    Ci sono alcune che anche se puzzano fin dall’inizio ti sembrano simpatiche, tenti di vederci qualcosa di buono, le accetti pensando che non potranno mai essere peggio di così.

    Ci sono quelle merde che , una volta incontrate e riconosciute, eviti di pestare, perché vuoi riservare il piacere ad altri e anche perché sono talmente sporche e infami che non vorresti mai portarti dietro i loro piccoli pezzettini che si insinuano nei rilievi delle suole delle scarpe.

    Ci sono quelle merde che avrebbero meritato di essere pestate, tanto le scarpe si lavano.

    Ma di quelle merde infondo ti frega ben poco.

    Ci sono invece merde che non sembravano affatto. Ma infondo se anche il pane e nutella, anche gli gnocchi al sugo, anche le lasagne e le patate, anche i tiramisù , vuoi o non vuoi una volta consumati diventano merda.. allora potevo aspettarmelo che anche quel cibo spettacolare e ben fatto si sarebbe poi rivelato per quello che era realmente :MERDA! 

    Ma io non avevo capito niente … e il  dispiacere sta solo nel tempo perso e nella cura dedicata a qualcosa di così superficialmente schifoso.

    Perché , attenzione io rispetto la Cacca. Ma con cacca intendo quella fatta bene, quella benefica che libera il corpo e la mente, quella che quasi non vuoi scaricare tanto che è un capolavoro.

    Invece la Merda è una Cacca infame, subdola, ipocrita. Arriva nel momento sbagliato per il gusto di creare situazioni imbarazzanti, puzza da far venire il vomito e più che liberarti ti da una sensazione pessima per cui devi stare sempre all’erta e vivi tutta la giornata col terrore dello stimolo.

    La cacca quasi ti ringrazia del passaggio che le hai dato.

    La merda è volgare, ti chiede il passaggio per puro sfruttamento, per darti  i pugni nello stomaco quando meno te l’aspetti, per lasciarti schifata e insoddisfatta, per farti sentire stupida e farti chiedere per 3 giorni “ ma perché cazzo ho mangiato in questo piatto???”

    Io non me lo chiedo mai. So che ogni volta che mangio ,mangio perchè all’aspetto, al gusto, al tatto, all’olfatto era appetibilissimo.Poi sono abitudinaria, mi affeziono sempre al piatto in cui mangio, perchè di solito ci mangio in compagnia, e di solito sono tutti entusiasti dei piatti in cui mangiano con me, si sa che sono una gran cuoca. Allora poi se il piatto e buono e la compagnia anche, un po' di vino e si va avanti così per ANNI, e finisce che ci mangio i pasti più buoni della mia vita, in quel piatto, con quella compagnia, bevendo quel vino.Certo prima o poi un piatto si rompe, capita.

    Prima o poi mi serve pure il pasto indigesto che diventa merda, no problem.

    Ma io lo digerisco, perché ho lo stomaco forte io e in quanto a digestione sono un supereroe!

    Poi scarico anche, quindi non mi va che il cesso mi mandi su rigurgiti di vecchi rumori e vecchie puzze ok?

    Tutto qui. Ma poi fortunatamente sono solo voci “mediche” a cui scelgo di NON CREDERE.

    Preferisco pensare che ci sia un velo di decenza.

    E Lasciatemi cagare in pace.

     

    May 08

    Lost semiotica e filosofia.

    Non è semiotica. Però Umberto Eco qualcosa c’entra. Anche Orson Welles e Popper.

    Perché parliamo di un’opera d’arte, sicuramente, una di quelle mescola sperimentalismo e popolarità, filosofia, riferimenti biblici, fantascienza, televisione. E chi pensa ancora che televisione e opera d’arte, che televisione e filosofia non possano stare nello stesso periodo puo’ uscire a calci in culo insieme a Popper e al puro kitsch intellettuale (con tutto il rispetto per lo stimatissimo) .

    Umberto Eco definisce “effetto poetico” la capacità di un’opera di generare sempre letture diverse senza esaurirsi. Leggere è creare. Certo neanche io avrei mai detto che anche guardare è creare, anche se già i film di Tarantino dimostravano la cosa possibile. Orson Welles aveva già detto comunque che la televisione ha una forza narrativa che il cinema non eguaglia.

    Damon Lindelof, uno dei creatori della serie, ha detto che quando la serie sarà finita, e magari secondo le nostre volontà, il pubblico potrà ancora tornare indietro e ci sarà ancora spazio di interpretazione, come in qualsiasi opera letteraria.

    Non è semiotica, certo, ma anche Lost ha il suo effetto poetico, nasce e cresce aprendo e chiudendo milioni di possibilità di letture diverse, o per dirla con l’esimio , di mondi possibili in un gioco di domino che lascia ampio spazio alla semiosi illimitata. Allora si che Lost è solo una serie televisiva. E’ solo una serie televisiva finchè non arrivo io, o tu, finchè non arriva lo spettatore a riempire gli spazi aperti di quest’opera facendosi co-autore.  Alla fine credo che ognuno si troverà di fronte una serie diversa, a seconda dei tempi, delle riflessioni, della maturità e della coscienza personale .L’autore è il regista di un testo di cui il lettore si fa in prima persona protagonista. L’opera è per metà negli occhi del lettore!

    Locke, Rousseu, Hume, Bentham, Bakunin . ..ma non solo i personaggi, è proprio l’Isola a farsi filosofia. E’ un sistema complesso dove l’insieme è più della somma delle parti.

    Uno dei temi più belli richiama la filosofia di Levinas sugli Altri, anche se a me ricorda particolarmente il non io di Fichte o la cosa in sé di Kant e l’antitesi di Hegel in cui l’idea si fa altro da se. Anche in un’opera teatrale di Sarte un personaggio dice “l’inferno sono gli Altri”.

    In Lost comunque quello che è chiaro è che tutti sono “Altri” per qualcuno: ci sono gli Altri dei protagonisti, ed i protagonisti che sono”gli Altri degli Altri”. Altri è un concetto relativo alla posizione ci chi lo enuncia. E anche qui la verità sta negli occhi di chi la guarda.

    Desmond ha detto: “Non esiste il mondo esterno” e chi sostiene, come il razionale Jack, che l’Isola è solo un’isola non arriverà mai a comprenderla. La razionalità di Jack sull’Isola, come nella realtà, è una semplificazione pericolosa.

    Probabilmente l’isola è l’America, il cui popolo inizialmente non era unito da una cultura comune, ma anzi. Erano i reietti del mondo scoperto e civilizzato, prostitute e galeotti ai principi di una nuova stirpe ( che oggi vuole insegnarci la democrazia e guidarci .. ma non fatemi scadere nel discorso politico).

    Ma l’isola è anche paragonata alla radura di Heidegger. E qui riporto per intero le parole di Simone Regazzoni in un’intervista sul suo libro “La Filosofia di Lost”.

    Heidegger pensa la verità non come adeguazione del linguaggio alla cosa, ma come non-nascondimento, come apertura di un orizzonte che nel suo aprirsi conserva sempre in sé un elemento di opacità, enigmatico e insondabile, una sorta di cuore di tenebra della verità. Per spiegare questa sua idea, Heidegger ha usato la figura della radura: la verità è una sorta di radura che si apre nel cuore di un bosco o di una foresta. Ora, ogni una radura per essere tale – uno spazio illuminato che si dischiude in una foresta – ha bisogno di conservare attorno a sé l’oscurità della foresta. Questa oscurità non è un difetto che nuoce alla radura, ma un elemento essenziale alla radura stessa. Se questa oscurità venisse eliminata, verrebbe eliminata anche l’apertura della radura. Lo stesso accade secondo Heidegger alla verità come radura: essa necessita sempre di un fondo di oscurità per manifestarsi. In Lost incontriamo spesso radure che si aprono nella foresta e che dischiudono una qualche verità: sempre parziale, che conserva sempre un elemento di opacità.

    Ricordiamo quindi che è il linguaggio la casa dell’essere  e la conoscenza è interpretazione!