Rita Lisa's profile-=|¢ø|/|ë µñå ®ø§å ¡ñ µñ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    June 28

    troppo

    Credo di essere troppo…

    Stupida,cogliona, romantica, razionale, radicale, amica, studiosa, buona ,cattiva, diversa, uguale…

    Ormai ne sono certa : Troppo!

    Troppo esagerata, troppo triste, troppo felice, troppo pronta, troppo impreparata, troppo sbadata, troppo furba,troppo passionale, troppo pietrificata,troppo semplice, troppo complicata, troppo pulita, troppo truccata, troppo maschio, troppo donna…

    Chiedo sempre troppo e se posso voglio sempre di più,

    sto nella doccia troppo a lungo,

    mangio troppo e troppo velocemente,

    esco troppo presto,

    prendo troppi caffè con troppo zucchero,

    rompo troppo le palle, sto troppo tempo a telefono,

    mando troppi sms,

    scrivo troppo e troppe cose insensate,

    alzo troppo il volume,

    sono troppo disordinata,

    per ogni cosa futile sono troppo ansiosa,

    per ogni cosa importante sono troppo calma,

    sul pane e nutella metto troppa nutella,

    quando studio fumo troppo,

    quando odio odio troppo,

    quando amo amo troppo…

     

    e non so se è un difetto o un pregio, ma di sicuro è meglio “troppo” che “troppo poco”, nonostante tutti i guai che si porta dietro, non si trascina storie di rimpianti e di cose non fatte, non dette… e dopo tutto, male che vada, sai che hai solo esagerato nel fare ciò che volevi, che è meglio del non averlo fatto!!!

    June 24

    a voi

    "IT'S EASIER TO BE MY MIRROR THAN MY MAN" gaia riva
     
    A tutti quelli che, passati di qui, non si sono accorti che parlavo di loro.
    June 22

    storie da posacenere

     
    shhh .
    che si ascolti il silenzio, perchè a volte è l'unico modo per capire.
    Tirando due conti scopro che dico molte cose che non vorrei dire, e non dico cose che muoio dalla voglia di gridare...
    che per quanto polemizzo troppe volte lascio stare, che parlo troppo quando dovrei ascoltare e resto ad ascoltare quando dovrei parlare...
    che sono acida  quando mi si chiede dolcezza e sono infantile quando mi si chiede fermezza...
    shh il mondo si fermi!!! e non perchè l'ho detto io...
    che si fermi a guardare...
    è che girando si dimentica perchè gira, come andando noi dimentichiamo dove volevamo andare e perchè.
    ecco perchè mi affascina il giro delle vite, ed ecco perchè non mi ritengo pazza quando mi trovo a fantasticare su
    un portacenere!
     
    si, mi affascina guardare le diverse marche e immaginare le persone che le hanno fumate:
    una diana consumata fino al filto mi fa pensare ad un uomo coi baffi, che l'ha fumata dopo un panino con l'hamburger e tra un sorso e l'altro di peroni. Nella stessa ceneriera c'è però una merit con segni di rossetto rosso ed una marlboro rossa, e penso ai due che si sono seduti dopo il signore coi baffi, hanno preso il caffè dopo la pausa pranzo perchè il caffè dell' ufficio faceva schifo.Lei è quasi sulla trentina, lui l'ha già passata ma si mantiene bene. Lei è mora e si chiama Andrea, voleva fare la psicologa ma è impiegata. Lui è di un castno chiaro luminoso e senza forfora e si chiama Piero, voleva fare il jazzista e la sera suona con la band.
    Andrea ascoltava distratta il racconto di vita di Piero, vorrebbe fumare ancora ma ha finito le sigarette, lui è cortese e le offre una delle sue...questo spiega perchè c'è una marlboro lasciata quasi a metà con i segni dello stesso rossetto della merit, ma non perchè la sera lei era a casa di Piero e dormiva nel suo letto.
    La laky strike è dell'ometto che si ferma tutti i giorni a leggere il giornale, quello che prende caffè corretto e "ciambella col buco tondo" (dice sempre così).Quattro Multifilter della povera signora Maria che arriva alle 19.15 per andarsene alle 22.Tutti i giorni allo stesso tavolino,col suo martini bianco con ghiaccio, i suoi orecchini, tutti i bracciali e le collane che ha, l'orologio sul tavolino e gli occhi lontani, persi ad aspettare qualcuno che non tornerà. I resti del DRUM sono di quel ragazzo che fa l' Erasmus,quello carino che viene ogni giorno con una tipa diversa ed ordina sempre due "Corona" e una busta di patatine rustiche.
    E la chesterfield blu è la mia, che ce la spengo prima di ripulire tutto e andarmene a casa, nel mio letto, a riflettere sulle vite che passano nella nostra senza lasciare traccia,se non una cicca ed una storia nascosta.
     
     
     
     
    Amore a prima vista

    Sono entrambi convinti
    che un sentimento improvviso li unì.
    E' bella una tale certezza
    ma l'incertezza è più bella.

    Non conoscendosi prima, credono
    che non sia mai successo nulla fra loro.
    Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
    dove da tempo potevano incrociarsi?

    Vorrei chiedere loro
    se non ricordano -
    una volta un faccia a faccia
    forse in una porta girevole?
    uno "scusi" nella ressa?
    un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
    - ma conosco la risposta.
    No, non ricordano.

    Li stupirebbe molto sapere
    che già da parecchio
    il caso stava giocando con loro.
     
    Non ancora del tutto pronto
    a mutarsi per loro in destino,
    li avvicinava, li allontanava,
    gli tagliava la strada
    e soffocando un risolino
    si scansava con un salto.

    Vi furono segni, segnali,
    che importa se indecifrabili.
    Forse tre anni fa
    o il martedì scorso
    una fogliolina volò via
    da una spalla all'altra?
    Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
    Chissà, era forse la palla
    tra i cespugli dell'infanzia?

    Vi furono maniglie e campanelli
    in cui anzitempo
    un tocco si posava sopra un tocco.
    Valigie accostate nel deposito bagagli.
    Una notte, forse, lo stesso sogno,
    subito confuso al risveglio.

    Ogni inizio infatti
    è solo un seguito
    e il libro degli eventi
    è sempre aperto a metà.  

    Wislawa Szymborska (La fine e l'inizio, Scheiwiller, 1993)

     
     

    June 16

    Alice,Rita Lisa, Maria, Antonella, Emanuela, Martina, Roberta, Serena, Giorgia, Caterina, Alessia, Daniela, Chiara,Sabrina,Anna,Eleonora

    Alice taciturna, Alice logorroica,Alice bambina,Alice donna,Alice uomo,Alice adolescente,Alice brutta,

    Alice bella,Alice grassa,Alice magra, Alice amica,Alice nemica,Alice sincera,Alice falsa, Alice pura, Alice peripatetica,Alice felice,Alice triste, Alice sicura,Alice dubbiosa,Alice goffa,Alice aggraziata, Alice ignorante, Alice colta,Alice buona, Alice cattiva…Alice attrice, Alice economista.. Alice una, Alice nessuna…..

    Alice centomila.

     

    Un nome in sé, è nulla: un suono cui qualcuno associa la tua immagine, un suono cui qualcuno associa un altro suono o una smorfia del viso…

    Tu ti senti il tuo nome? Giovanna, Francesca, Michela,Luisa, Sara, Elena,Rita… che differenza fa?

    Goethe invece dice che il nome ti è cucito addosso come la pelle e non si puo’ graffiare senza far male anche la persona cui appartiene.

    <<Come sopportare in me questo estraneo? Questo estraneo che ero io stesso per me? Come non vederlo? Come non conoscerlo? Come restare per sempre condannato a portarmelo con me, in me, alla vista degli altri e fuori intanto dalla mia?»

    Un mostro vive dentro ognuno di noi, e c’è chi vive ignorandolo, chi impara a conviverci e chi lo combatte per tutta la vita… e la cosa più terrificante è sapere che porta il tuo stesso nome, il tuo stesso viso…

     La consapevolezza di esistere per il mondo in centomila sfaccettature diverse, la voglia di esemplificare tutto ed essere una, la paura di non essere nessuno. Giungerò mai a squarciale il mio velo di maya, a cogliere il noumeno che mi vive dentro,  a guardare in faccia la mia vera essenza? Conquisterò l’ Aufhebung, il superamento che toglie l’opposizione di tesi e antitesi e conserva, nello stesso tempo, la verità di entrambe e della loro precedente opposizione?

    Persa, schiava della concezione che io ho di me, e purtroppo anche di quella che hanno gli altri.

    Tutto si dissolve  perché tutto è relativo .

     

    Chi era colui? Nessuno. Un povero corpo, senza nome, in attesa che qualcuno se lo prendesse.

    Ma, all'improvviso, mentre così pensavo, avvenne tal cosa che mi riempì di spavento più che di stupore.

    Vidi davanti a me, non per mia volontà, l'apatica attonita faccia di quel povero corpo mortificato scomporsi pietosamente, arricciare il naso, arrovesciare gli occhi all'indietro, contrarre le labbra in su e provarsi ad aggrottar le ciglia, come per piangere; restare così un attimo sospeso e poi crollar due volte a scatto per lo scoppio d'una coppia di starnuti.

    S’era commosso da sé, per conto suo, ad un filo d'aria entrato chi sa donde, quel povero corpo mortificato, senza dirmene nulla e fuori della mia volontà.

    «Salute!» gli dissi.

    E guardai nello specchio il mio primo riso da matto.

     

     

     

     

     

    Visto che non scrivevo da un po’, e la mia musa è soffocata dai libri, copio e incollo una vecchia schifezza sconnessa scritta un po’ di tempo fa…

    June 08

    fuori o dentro

    mi siedo e aspetto che qualcosa si faccia vivo,
    guardo l'ansimare del mostro statica nella mia pace,
     
    incollo i frammenti di secoli che vedo scorrere,
    le idee che passano,come tutto, immobili sfumature nel mio quadro da finire...
     
    disperatamente imparare, sola, a fermare il colore...
    paura di coglierlo e sciuparlo,voglia di conservarlo...
     
    cogliere il tutto delle parti infinite...
     
    e chiedermi perchè,al primo ballo voglio che ne segua un altro...
    al secondo mi sembra troppo,
    e mille passi indietro
    o avanti
    basta che sia lontano...
    e mi pento di aver tentato di fermare il treno,
    di essermi tuffata a capofitto
    e di nuovo ferma,mi chiamo fuori, aspetto
    contemplo la mia pace e quello che ne resta...
     
    incredibilmente fuori o incredibilmente dentro tutto...
     
     
    June 06

    Mario Luzi

    Nel Magma: L'uno e l'altro

    «Rimanere fedeli, legare agli altri il suo destino,
    questo conta pur qualcosa» insiste lui
    torcendo in una smorfia dubbia il viso, il suo viso di uomo [nel torto.
    «Questo conta pur qualcosa» risponde lei
    sopra pensiero e guarda fuori l'opera del vento
    da un capo all'altro della valle lasciata a pascolo.
    «Se la pensi così è una fortuna.
    La virtù, di questi tempi, tenuta per uno straccio e irrisa...» prende e sposta con solennit… la mano tra il volante e il
    [cambio.
    «Oh certo» trasale lei che guarda
    venire incontro da lontano i monti
    e serrarsi sul rettifilo di asfalto.
    «Certo» e le sfugge dalle labbra un suono
    tra il gemito e lo schiocco di dentiera smossa.

    Segue un attimo di silenzio, lungo
    per me più che per loro, mentre penso
    quale degli elementi manca, il fuoco
    o l'aria, in questa cellula morta.
    E frattanto li osservo quali sono,
    dissimili, ma uguali in questo, che si muovono inutilmente [cauti
    e si tengono al largo del vero scopo e del vero cruccio.
    «E' l'amore, l'amore che manca
    se ne aveste notizia
    o se aveste coraggio a nominarlo»
    mi volgo loro tra me e me, e il tempo, il luogo perde ogni  [contorno
    e mi striscia davanti un'ombra o una coda di opossum.

    June 03

    3 giugno 2002

    Penso e ripenso a cosa dirti, in questo giorno che unisce i nostri destini, in questo giorno che sembrava volesse dividerli, in questo giorno che ha lasciato le cicatrici di un'esperienza (chiamiamola così), in questo giorno che l'anno scorso ha unito le nostre mani in una preghiera...
    Siamo qui, ora, 5 anni dopo.
    E questo è tutto ciò che conta.
    L'augurio di continuare a crescere insieme, di avere sempre la forza di affrontare gli eventi avversi e vincerli con le nostre mani unite.
    C'è una favola e un'amica che te la racconta,
    quella favola che addolcisce le lacrime e che sembra proteggerti...
     e la vita si fa magia.