Bene ragazzi miei, so che le vostre aspettative reclamano un post pungente e acrobatico, sottile e malizioso, scanzonato e divertente su qualcosa che non vi và di andare a leggere sui giornali o di ascoltare in televisione… lo so, ma non è così! Mi spiace per voi ragazzacci,lettori e spioni, ma questo è un momento pieno: di sorprese, studio,progetti di vacanza, gente che va, gente che viene, il tempo di riviversi le persone e i luoghi che mancano, il dispiacere di abbandonare persone e luoghi e rimandarli a ottobre…
No, non è nemmeno un post triste,abbiate pazienza che sta prendendo forma…
Dunque dicevamo, che a questo punto si tirano le somme, cioè, a questo punto una come me tira le somme, un attimo prima dei risultati, un attimo prima dell’inizio di qualcosa, molto prima di quel qualcosa che ricomincerà con un altro sapore…
E le mie somme, come ve le tiro mo? Lo so io dove avrei voglia di tirarvele, ma bando alle ciance e alle volgarità, lasciate che vi spieghi.
La mia vita è sempre stata un po’ un teatro, dal mio punto di vista, dal vostro magari è solo un po’ un teatro di burattini ma più o meno è uguale. Le mie somme sono allora … maschere!
Ps. Attenzione, volutamente e ironicamente non sempre verranno rispettate le “origini” delle maschere citate.
A Milena, alle sue spinte col gomito per indicare amori segreti anche dove è impossibile vederli, alla sua femminilità e al suo sorriso malizioso, alle attenzioni che reclama a voce alta, agli attacchi che riserva ad Angelo ed Enrico per difendere lei, la sua terra e la sua pelle, alla simpatia.
E' la più conosciuta fra le servette o fantesche; nacque nel Cinquecento e il suo modo di deridere i sospiri degli innamorati fu determinante per la riuscita comica degli spettacoli. Colombina consegna biglietti segreti ed organizza incontri lontani da occhi indiscreti. Talvolta é bugiarda ma sempre a fin di bene. Colombina é molto vanitosa e un po' civettuola e ci tiene ad avere un aspetto sempre ordinato ed attraente. Colombina non ha peli sulla lingua e con due paroline ben dette, riesce a mettere a posto qualche corteggiatore che non si comporta più che educatamente. Anche il suo eterno fidanzato, Arlecchino, deve stare ben attento, se cerca di fare lo sdolcinato con qualche altra sua collega, come Corallina o Ricciolina, sa lei come farlo rigare dritto. Il suo modo di fare,così vivace e malizioso, nasconde un carattere volitivo ed una naturale furbizia che fanno di Colombina un personaggio simpaticamente sbarazzino, molto amato dal pubblico
Non che sia un acrobata della frase ( e da oggi ne abbiamo le prove) A Enrico, ai suoi vizi culinari, alle cattiverie e le tenerezze mooolto nascoste, al fisico magro e agli stenti, alla sua celebre tolleranza.
Stenterello, nonostante dica spesso cattiverie, con l'astuzia riesce a diventare tenero e simpatico. Un vero " acrobata" della frase. Servo, marito tradito, organizzatore di intrighi... si adatta alla commedia e all'ambiente in cui si esibisce. Ha un fisico magro e allampanato come di una persona che vive a fatica, quasi di stenti
Angelo, nonostante meritassi il titolo del vanitoso e donnaiolo Scaramuccia, che conquistava le donne con dolci serenate (né di chitarra né di mandolino perché angelo non sa suonare!)Scaramuccia si adattava anche per il linguaggio volgare, ma io sono buona e ti dedico Capitan Spaventa, perché sei colorato e in testa hai le piume… e perché so che quando leggerai l’ultima frase penserai una cosa volgare… il personaggio è un uomo colto e raffinato, per nulla vanaglorioso come Capitan Matamoros, ma piuttosto poeta e sognatore, che fatica a mantenere la distinzione fra fantasia e realtà. Il suo aspetto è composto ed elegante, così come nobili e curati sono i suoi abiti. Solitamente indossa un vestito a strisce colorate, completato da un cappello ad ampie tese adorno di piume. Completano l'abbigliamento lunghi baffi e un grande naso, mentre la lunga spada, con la quale sa essere temerario, gli pende smisurata su un fianco.
Ad Assunta mio marito, anche se è stato difficile trovare una maschera per te, perché è difficile associarti a qualcosa di diverso da te stessa, tanto sei particolare. Poche cose di te si trovano altrove, altre meglio tenerle segrete (prr) e farne un proprio tesoro. Hai mille sfumature diverse e negli occhi vivi i riflessi di tante diverse maschere e allora non posso che pensare a B U R L A M A C C OMaschera ufficiale del Carnevale di Viareggio, un pagliaccio che veste indumenti presi da varie maschere italiane: una tuta a scacchi bianchi e rossi, ripresa dal costume di Arlecchino, un pon pon bianco rubato dal camicione di Pierrot, una gorgiera bianca alla Capitan Spaventa, un copricapo rosso, su imitazione di quello di Rugantino, e un mantello nero, tipico di Balanzone. Il nome Burlamacco deriva da Buffalmacco, pittore fiorentino e personaggio del Decamerone, ma e’ anche legato al cognome lucchese Burlamacchi.
A Francesca, alla sua schiettezza, al buon senso saggio, ai discorsi pungenti e allegri. A te che sei una persona limpida e semplice, al tuo senso dell’umorismo frizzante. Ragonda.
Ragonda rappresenta una delle forme prese dal personaggio della fantesca. Donna solitamente ormai matura e per questo esperta nei fatti della vita, la fantesca era a servizio di una padrona, sempre pronta a cavarla d'impaccio e a favorirne con inganni e sotterfugi le relazioni amorose, lecite o illecite che fossero. Il suo linguaggio era schietto e mai volgare, i suoi discorsi pungenti e pieni di buon senso e saggezza.
Ad Andrea, terra della mia terra, una maschera lontana ma che ti somiglia. Alla tua vitalità, all’intelligenza con cui ti rapporti alle persone,agli occhi sinceri, all’ironia… Gianduia.
Si muove con eleganza, agitando il suo caratteristico codino rivolto all'insù.Ama lo scherzo ed i piaceri della vita. Gianduia ha finezza di cervello e lingua arguta che adopera per mettere in ridicolo i suoi avversari. é un tipo pacifico e non cerca la rissa, né ama complicarsi la vita, ma non rinuncia al suo senso di schiettezza che fanno parte del suo carattere piemontese, gentile ma sincero.
La sua generosità d'animo e l'innato senso di giustizia lo hanno sempre spinto dalla parte dei deboli e degli oppressi.
A Daniele il dotto,che magari fosse maccheronico come Balanzone, e non è nemmeno di Bologna ma mooolto più giù. Ma anche lui ama i discorsi infiniti e veloci, ha una teoria su tutte le scienze ma per questo non è mai noioso.
A te, che meriteresti una pancia come balanzone per la tua golosità.
Personaggio dalla grossa pancia e dalla voce acuta il Dottor Balanzone, che al suo titolo dottorale ci tiene, Nativo di Bologna,quando si lascia andare ad una delle sue verbose tiritere, usa il dialetto bolognese, infarcito di citazioni in lingua antica e in latino maccheronico. Quando parla i suoi gesti sono autorevoli ed eloquenti. Prodigo di consigli non richiesti e di insegnamenti inutili, gli basta un minimo appiglio per lanciarsi in uno sproloquio senza fine, infilando una parola dietro l'altra, un riferimento dopo l'altro, senza capo né coda. Il suo é un linguaggio prolisso dei letterati e dei dotti del suo tempo, ma storpia le parole, senza alcun ordine logico. Sempre pronto a salire in cattedra, si vanta di conoscere tutte le scienze umane: legge, medicina, astrologia, filosofia. Fra le maschere sue compagne, gode di molta stima e spesso si rivolgono a lui per un parere medico o per ricette. E lui non nega mai nulla a nessuno e così parla, parla. In fondo questo Dottor Balanzone, grosso e corpulento é un personaggio amabile.
A Riccardo, vero romano de Roma, alle sue battute e al suo carattere bello e simpatico
Meo Patacca è la maschera romana, che assieme a quella di Rugantino, rappresenta il coraggio e la spavalderia di certi tipi di Trastevere, il quartiere più popolare di Roma. Spiritoso ed insolente, Meo Patacca é il classico bullo romano, sfrontato ed attaccabrighe, esperto ed infallibile tiratore di fionda, ma in fondo, generoso e di animo aperto. Gli piace é vero fare lo spaccone e parlare in dialetto romanesco, in modo declamatorio, ma poi all'occorrenza non fugge. Anzi, quando ci scappa la rissa, si getta nella mischia e la sua fama é ben nota in Trastevere e in tutta Roma. A parte il suo carattere sicuramente un po' difficile che si adombra per niente e quel suo strano modo di discutere con qualcuno, prima con le mani poi con le parole, Meo Patacca riscosse la simpatia dei suoi concittadini che affollarono i teatri romani per assistere divertiti alle sue commedie. Il suo personaggio ebbe a lungo fortuna sulle scene e pur trasformato col tempo, in un tipo più serio e meno manesco, ha mantenuto inalterati i caratteri di vanaglorioso romano, sbruffone e provocatore.
A Marcello e al suo buon umore, all’amore per il vino … a te che non indosseresti mai la maschera del padrone, alla tua comicità voluta e non.
Facanapa. Servo bonario e arguto, caratterizzato da un buon carattere gioviale, da un ottimo appetito e da un amore ancora migliore per il vino. Nell'aspetto egli appare sempre piuttosto curato, con una marsina scura e attillata, un panciotto rosso, pantaloni al ginocchio e un nero tricorno in testa. Caratteristico era anche il suo modo di parlare a scatti, scandendo le sillabe e storpiando alcune lettere, allo scopo di ottenere effetti comici.
Lo so che vi aspettate che, modestamente, attribuissi questa maschera a me,
ma io la dedico all’altra faccia della medaglia: ROBERTA. A te che fingi di odiarla questa bella città, ma infondo sei più napoletanizzata di me, con la tua genuinità e intelligenza, il tuo essere teatrale in maniera divertente e matta. A te che quando sei felice non si puo’ fare altrimenti che condividere, alla tua ironia, alla tua polemicità viva e spregiudicata, ai tuoi sorrisi…
Pulcinella impersona lo spirito genuino, fatto di arguzia, di spontaneità e di generosità. Appare sulle scene nelle vesti di un servo furbo e poltrone, sempre affamato e alla ricerca di qualcosa da mettere sotto ai denti. Pulcinella si adatta a fare di tutto oltre al servo; eccolo di volta in volta, fornaio, oste, contadino, mercante, ladruncolo e ciarlatano, che ritto su uno sgabello di legno, in uno spiazzo fra i vicoli di Napoli, cerca di smerciare i suoi intrugli "miracolosi" a quanti gli stanno attorno a naso ritto, richiamati dalla sua voce chioccia e dai suoi larghi gesti delle braccia. Credulone, litigioso, arguto, un po' goffo nel camminare, Pulcinella é in continuo movimento, sempre pronto a tramare qualche imbroglio o a fare dispetti. Ha anche un carattere mattacchione e, quando qualcosa gli va per il verso giusto, esplode in una danza fatta di vivaci e rapidi saltelli, di sberleffi e di smorfie gustosissime a vedersi. Una cosa però che non riesce mai ad imparare é a starsene zitto quando dovrebbe e proprio per questo é rimasta famosa l'espressione "é un segreto di Pulcinella" per dire di qualcosa che tutti sanno. Ma anche questo fa parte del carattere napoletano di Pulcinella: combattere, con spirito allegro e generoso, contro tutte le avversità e le durezze che si presentano nella vita di tutti i giorni
A Daniela, la mia Bergamasca preferita, al suo accento, alla sua comicità che si dovrebbe vendere a piccole dosi per rallegrare le giornate quando lei manca, anche in overdose devo dire però che non da grossi effetti collaterali! A tutti i suoi colori e le sue sfumature che la rendono adatta ad ogni momento, ad ogni persona.Alla sua incompatibilità con le ore di studio. Alle sue fantastiche trovate, che rendono speciale anche una serata che era nata per stare a casa, poi è diventata di accompagnamento, e alla fine ha preso postazione in piazza Bologna accanto a due splendidi panini…
Arlecchino.Il "diavolo burlone" delle favole medioevali e in seguito il "buffone" delle compagnie di comici girovaghi alle corti principesche o fra i saltimbanchi e gli acrobati nelle fiere e nei mercati dei sobborghi, sempre affollati di gente in cerca di divertimento. Nativo di Bergamo bassa, parla nel dialetto di quella terra, ma poi lo muterà in quello veneto, più dolce ed aggraziato. Il suo vestito era dapprima tutto bianco, come quello di Pulcinella, suo degno compare. Col tempo a furia di rattoppi con pezzi di stoffa di ogni genere, é diventato quello che oggi tutti conosciamo; un variopinto abito composto da un corto giubbetto e da un paio di pantaloni attillati, entrambi a losanghe e triangoli di tutti i colori. Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutte, inventa imbrogli e burle a spese dei padroni avidi e taccagni dei quali é a servizio, ma non gliene va bene una. Intendiamoci Arlecchino non é uno stupido; magari è un ingenuo, talvolta forse un po' sciocco, ma ricco di fantasia e immaginazione. In quanto a lavorare nemmeno a parlarne; fra Arlecchino ed il lavoro c'é una profonda incompatibilità. Però fa lavorare la lingua e molto. I suoi lazzi, le sue battute, le sue ingenue spiritosaggini, fanno ridere a crepapelle tutti quanti. Quando poi non sa come cavarsi da un impaccio o a liberarsi da un guaio, Arlecchino diventa un abile maestro nel far funzionare le gambe; capriole, piroette e salti acrobatici. Vivace, scanzonato, pieno di brio e di trovate.
Sono molto indecisa se affidarti questa maschera, mia Giulia… non lo merita la tua allegria, la tua sicurezza, e il colore della tua pelle africana. la tua classe lo merita.Lo merita la tua dolcezza che non si cede a eccessi, ed è sempre gentile. Lo merita la pigrizia che non ti fa cedere a eccessi notturni. Lo merita la tua intelligenza, civile e politica, la tua scaltrezza nei confronti dei “presunti” potenti, il tuo buon senso.Lo meriti.
Pierrot. Larghi pantaloni di lucida seta bianca, ampio colletto, lunga casacca guarnita di grossi bottoni neri, papalina sul capo, il volto pallido. la piccola bocca rossa e un'espressione triste: così siamo abituati a vedere Pierrot, diventato il simbolo dell'innamorato malinconico e dolce. La pigrizia gli impedisce di muoversi come abitualmente fanno gli altri zani della Commedia; é sicuramente il più intelligente dei servi, svelto nel linguaggio, critica gli errori dei padroni e spesso finge di non capire i loro ordini, anzi li esegue al contrario, non per stupidità. ma perché li ritiene sbagliati. Quando le situazioni si ingarbugliano, " lasciate fare a me!" afferma, non perché sia un presuntuoso, ma perché é capace e pieno di buon senso. E' furbo, ma sentimentale; l'unico personaggio che a un piatto di minestra, preferisce una romantica serenata, eseguita sulla mandola, sotto le finestre della sua bella. Forse anche per questa ragione é pallido e languido e, spesso una lacrima gli scende sul viso.
E a me, Bergamo alta precisata, Giulia dedicherebbe questo Brighella:
Brighella è il degno compare di Arlecchino. Entrambi sono i servi della commedia dell'arte, ed entrambi sono nati a Bergamo. Brighella però ci tiene a precisare che lui é di Bergamo alta, mentre Arlecchino è di Bergamo bassa. Brighella non fa solo il servo come Arlecchino, ma un'infinità di altri mestieri, più o meno leciti ed onesti. Così si ritrova sempre in mezzo agli intrighi. La prontezza e l'agilità che Arlecchino ha nelle gambe, lui ce l'ha nella mente, per escogitare inganni e preparare trappole in cui far cadere il prossimo.
Il suo personaggio era originariamente quello del servo buffo e intrigante, astuto (il nome Brighella deriva da “briga”) al punto che non si riesce mai a capire se la furberia sia un voluto abbandonarsi al gioco degli inganni e se la balordaggine non nasconda una buona dose di finezza. Vivace e insolente con le donne, chiacchierone coraggioso con i poltroni. E’ un servo sempre in cerca di avventure. Normalmente e’ lui che inizia a litigare, e’ un attaccabrighe e da questa sua caratteristica prende il nome Brighella. Suona e canta molto bene, e’ un tipo spiritoso e scherzoso. Nelle rappresentazioni teatrali talvolta lo fanno agire come un personaggio fedele e altruista.
Lo sai che infondo sono buona no?Ma non so dirvi che maschera sono io…questo è secondo giulia!
Solo ora che tutto è arrivato a me, tornato al principio, posso salutarvi e dedicarvi le mie pagelle mascherate. Buona notte e buon… bo, ognuno ci metta ciò che vuole.
Io ho sonno.
PS. Saluti alle donne che non hanno trovato una maschera per entrare in questo particolare post, ma è proprio difficile trovare maschere donne oh, erano maschilisti allora… e se non vi ho affidato una maschera maschile è perché siete troppo donne:silvia, vittoria, veronica, claudia, paola.
Vi bacio ugualmente