Rita Lisa's profile-=|¢ø|/|ë µñå ®ø§å ¡ñ µñ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    August 30

    bentornato!!!

    Può darsi ch'io non sappia cosa dico,
                scegliendo te - una donna - per amico,
                ma il mio mestiere è vivere la vita
                che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
                ti amo, forte, debole compagna
                che qualche volta impara e a volte insegna.

                L'eccitazione è il sintomo d'amore
                al quale non sappiamo rinunciare.
                Le conseguenze spesso fan soffrire,
                a turno ci dobbiamo consolare
                e tu amica cara mi consoli
                perché ci ritroviamo sempre soli.

                Ti sei innamorata di chi?
                Troppo docile, non fa per te.
                Lo so divento antipatico
                ma è sempre meglio che ipocrita.
                D'accordo, fa come vuoi I miei consigli mai.
                Mi arrendo fa come vuoi
                ci ritroviamo, come al solito poi.

                Ma che disastro, io mi maledico
                ho scelto te - una donna - per amico,
                ma il mio mestiere è vivere la vita
                che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
                ti odio forte, debole compagna
                che poche volte impara e troppo insegna.

                Non c'è una gomma ancor che non si buca.
                Il mastice sei tu, mia vecchia amica.
                La pezza sono io, ma che vergogna.
                Che importa, tocca a te, avanti, sogna.

                Ti amo, forte, debole compagna
                che qualche volta impara e a volte insegna.

                Mi sono innamorato? Sì, un po'.
                Rincoglionito? Non dico no.
                Per te son tutte un po' squallide.
                La gelosia non è lecita.
                Quello che voglio lo sai, non mi fermerai
                Che menagramo che sei,
                eventualmente puoi. sempre ridere poi.

                Ma che disastro, io mi maledico
                ho scelto te - una donna - per amico,
                ma il mio mestiere è vivere la vita
                che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
                ti amo forte, debole compagna
                che qualche volta impara e a volte insegna. 
     
     
    T&J
     
     
    August 28

    acrobati dell'essere

    Ma dove vai se l’apparenza non ce l’hai?

     

    Un circo, questo lo scenario dove Antoine si muove. Un mondo di pagliacci e saltimbanchi dove o indossi un magnifico e sfavillante trucco o sei solo uno spettatore statico e freddo. Sembra l’impressionismo scientifico di Seurat : linee dinamiche e colori caldi per ballerine e acrobati mentre gli spettatori sono dominati dal blu, dal viola, disposti secondo linee orizzontali…

    Nel quadro però dinamismo e staticità conferiscono, nella loro disposizione, un senso di equilibrio perfetto,come sul filo dei funamboli. <Come sono diventato stupido> sembra invece essere il grido dello spettatore, il protagonista è stanco di sentirsi FUORI (dalla società,dal mondo, dagli schemi, dallo spettacolo…)  Questo circo non gli piace, ma se per essere felice, per sentirsi DENTRO non ha altra scelta, è pronto a mettere il cervello in PAUSE e lanciarsi in queste stupide danze mascherato da vincente, con una macchina lussuosa che non sa nemmeno guidare ma serve all’immagine, con i vestiti costosi, la Coca Cola e tutto il resto…

     

    Io non so quanto regge però questa storia, questo paragone… non so se è giusto considerare l’intelligenza un ostacolo, non so se è giusto generalizzare in questo modo: stupidi da una parte, intelligenti dall’altra , felici di qua, infelici di là…

    Credo che sia facile, banale, scontato, metterla su questo piano… e credo sia un insulto alla stessa intelligenza affermare che la carriera e la felicità siano riservati ai senza cervello: cazzo per un intelligente crearsi uno spazio tra gli stupidi  e affermarsi dovrebbe essere come levare le caramelle a un bambino!

    Ammetto anche che l’intelligenza puo’ essere fastidiosa come una zanzara in un orecchio, come un grillo parlante su una spalla,magari ti fa perdere tempo a pensare,analizzare pro,contro,eventuali conseguenze e controindicazioni, mentre magari il resto della gente corre e basta, senza chiedersi perché né per come, e sembra stia sempre avanti …

    Anche Flaubert affermava che senza stupidità non poteva esserci felicità, ma io non sono d’accordo, non voglio crederci. Voglio meravigliarmi dell’errore, io amo l’errore, voglio essere come una bimba che gioca con un’ape , impara che è sbagliato quando la punge, e poi impara che si puo’ comunque giocare con le api, basta non farsi pungere!

    Magari sto mettendo un sacco di stronzate insieme perché penso tante cose ed è davvero difficile dare un ordine ai pensieri facendoli coincidere con il tempo che ci mettono le mie mani a battere sulla tastiera…

    Scegliere di essere semplici, non vuol dire scegliere di essere stupidi,vuol dire evitare complicazioni stupide e perciò mostrarsi ancora più intelligenti. Per questo non posso nemmeno credere che esistano Intelligenti stupidi, che non scelgano volutamente la condizione, proprio come Antoine… ma già <SCEGLIERE> non è un’azione da stupidi in quanto è un’azione pensata,valutata nei pro, nei contro ,nelle eventuali conseguenze e controindicazioni…

     

    Antoine pensa, molto, ammettiamo pure troppo… ma alla fine gli amici lo salvano dalla corsa verso il nulla cui aveva deciso di partecipare. Il suo migliore amico parla in versi e non sa fare altrimenti.

    Così mi sono interrogata sul rapporto tra l’intelligenza e le parole, e su quello tra l’intelligenza e il silenzio. Mi sono chiesta se le parole parlate possono assumere un significato e una valenza diversa dalle parole pensate. Tutti conoscono la potenza delle parole, quelle dette bene o dette male, quando sono troppe e quando sono troppo poche, e verrebbe da pensare che è preferibile il silenzio :

    Chi parla

    Molto

    Mostra ciò che

    NON conosce

     

    Chi conosce

    Non parla

    (Tao Te Ching)

    Ma credo che anche le parole taciute possano essere incredibilmente dannose…

    Socraticamente resto convinta che il confronto verbale riveli le più alte verità o, come affermava lui stesso, la luce della ragione. Parole come musica perché i limiti del proprio linguaggio costituiscono i limiti del proprio mondo (Ludwig Wittgenstein)

    E allora parlo parlo parlo e parlo, il problema sorge poi quando parlo a sproposito e quindi, quando parlare diventa stupido e dunque subentra il valore del silenzio e del saper ascoltare.

    Parlare costa poco? Il silenzio è d’oro?

    Non sempre.

    La mia conclusione resta sospesa nell’arte funambolica dell’equilibrio…

     

      

    August 14

    medicine per stupidi

    1. PAURA DEL NUOVO.. ha detto la dottoressa!

    Ed io ho paura di questa paura…

    Dunque paura n2: PAURA DI AVER PAURA.

    Analizzandole mi rendo conto di star facendo una gran cazzata, e fortunatamente trovo d’accordo anche Livraghi.

    Nella sua analisi infatti divide le paure “sane” da quelle “stupide” e perciò dannose:

     

    <Le persone più audaci e coraggiose del mondo ci insegnano che è giusto e utile avere paura. Chi crede che nulla sia mai temibile non è coraggioso- è stupido. La paura, intesa come coscienza dei pericoli e dei rischi è una forma di intelligenza. Non è quel genere di “sana paura” l’insidiosa alleata e complice della stupidità umana.>

     

    3. PAURA DI ESSERE(*)

    4. PAURA DI PENSARE CON LA PROPRIA TESTA

    5. PAURA DI RISCHIARE

    6. PAURA DI PERDERE (UNA PARTITA,QUALCOSA O QUALCUNO)

    7. PAURA DELLA FANTASIA

    8. PAURA DI CAPIRE TROPPO

    9. PAURA DI CAPIRE TROPPO POCO

    10. PAURA DEI SENTIMENTI (PROPRI O ALTRUI)

    11. PAURA DEL BUIO

    12. PAURA DI SE STESSI

    13. PAURA DI SCEGLIERE

    14. PAURA DI SAPERE (*)

    15. PAURA DEL DIVERSO

    16. PAURA DI RINUNCIARE

    17. PAURA DI ESAGERARE

    18. PAURA DI CAMBIARE

    19. PAURA DI ABITUARSI

    20. PAURA DI AMMETTERE UN ERRORE

     

     

    Coraggiosamente vi sfido a mettere un  puntino accanto a tutte le paure che avete provato o che state provando tutt’ora. Non tutte sono paure stupide ovviamente ( io ammetto di avere  familiarità con una decina di esse).

     

    (*) dilungarsi sulla paura di essere e di sapere mi sembra il minimo, col primo approccio tutti pensano che è una grande stronzata e che nessuno puo’ provare tali paure. Non è così.

    Paura di essere è connessa alla paura di pensare con la propria testa, e forse un po’ anche con la paura di se stessi.

    E’ la paura di esporsi, di dire qualcosa di diverso, di rompere le regole del gruppo (famiglia,amici,lavoro) in cui si è tanto abituati a vivere.E’ la paura di ESSERE SE STESSI che non è uguale alla PAURA DI SE STESSI.

    Credo che la percentuale più alta di stupidità connessa alla paura possa partire proprio da qui, perché è questo che porta all’ accettazione cieca di stereotipi e convenzioni solo perché vengono passati per buoni. In questo caso mi viene da riflettere sul titolo del libro di Livraghi “Il potere della stupidità” e immediatamente alla “stupidità del potere”,.potere che delle paure e delle insicurezze dei cittadini si alimenta : La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini. L. Sciascia

    E così la paura diventa un’arma per la sicurezza del potere, un’arma che ti toglie le facoltà di scegliere (PAURA DI SCEGLIERE), di pensare, di cambiare la situazione, di capirla ,di saperla… PAURA DI SAPERE,di rompere la gabbia di luoghi comuni in cui si vive,di distruggere le confortanti abitudini…PAURA DI SAPERE = voglia di non capire ciò che abbiamo paura di conoscere.

    “non vedo non sento non parlo”(e non penso aggiungerei io in questo caso)

    e non si dimentichi che le folle sono molto più stupide delle singole persone che le compongono.

    Ecco dimostrato come dalla paura di essere nascono e si moltiplicano altre 1000 paure.

    Dimostrata dunque” la stupidità della paura di essere”.

    E per chi vuole saperne di più – Il Mercato della Paura- Giuseppe D’Avanzo e Carlo Bonini.

    Ancora una cosa da aggiungere : NON AVER PAURA DELLA STUPIDITA’, in primo luogo della stupidità che si riconosce in noi stessi. Sentirsi stupidi è una cosa molto più intelligente di quanto possa sembrare e  ammetterlo è sicuramente un passo importante per vincere la propria stupidità. <Errare è umano, perseverare non è diabolico-è stupido> afferma Maria Rosa Logozzo che ha curato una recensione del libro di Livraghi.

    L’uso intelligente tanto degli errori quanto dei propri dubbi e delle proprie paure è sicuramente una medicina contro la stupidità. 

    August 09

    prospettive

    I giochi del destino.

    Dà.

    Toglie.

    Ma ci conosce?

    Sa per cosa combattiamo?

    O incessantemente va

    E inesorabilmente si ferma

    All’improvviso?

     

    Siamo ingannati ed ingannevoli passanti

    Della Prospettiva Nevsky

    Ove “tutto è altro da ciò che sembra”

    Il vento non è vento

    Un uomo non è uomo

    La notte non è notte.

    Una stella non è stella.

    E queste parole non sono parole.

    Lì ti amai.

    Vento che non eri Vento,

    ma un uomo onesto,

    gentile,

    uomo con il tempo di parlare,

    uomo senza età.

    Uomo come nota di violino a lungo attesa,

    in uno show di vita a cui non sarei andata

    se non per quella nota.

    Sotto ogni luce di questa strada

    Io ti amai,

    Vento.

    4 km e mezzo di incantevole inganno.

    E niente di tutto ciò che ho visto

    E amato lì

    Esiste,

    se non sotto le stesse luci

    di quella stessa strada,

    se non nel giallo oro di quell’uomo

    con i gilet dai colori discordanti

    ed il naso sulla luna.

    E ti cerco

    Ti sento

    E non ti trovo

     

    Ma in questo gioco di ruoli

    Da cui troppo spesso mi sono lasciata giocare

    Io resto estraneo spettatore

    Innamorato dei ballerini

    La cui stagione sembra non avere principio né fine

    Immemori marionette intrecciate in eterno.

    Ed estranea osservo

    Il giro di mondi che passa

    Che si abbraccia

    Il giro di vite

    E sentendoti

    Lasciandomi carezzare dal tuo dolce

    Tocco pungente

    Aspetto

    La mia nota

    Il mio violino

    La mia illusione

    Aspetto il Vento

    E reinvento la vita

    Lasciando un po’ che la vita mi reinventi.

     

    Innumerevoli come i granelli di sabbia sono le passioni umane, e tutte diverse l'una dall'altra; e tutte quante, meschine e nobili, da principio stan soggette all'uomo, e diventano poi le sue terribili tiranne.

    Un vento a trenta gradi sotto zero
    incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
    a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve.
    E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi
    e vecchie coi rosari.
    Seduti sui gradini di una chiesa
    aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne
    poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinsky.
    E poi di lui si innamor? perdutamente il suo impresario
    e dei balletti russi.
    L'inverno con la mia generazione
    le donne curve sui telai vicine alle finestre
    un giorno sulla prospettiva Nevski per caso vi incontrai Igor Stravinsky
    e gli orinali messi sotto i letti per la notte
    e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione.
    E studiavamo chiusi in una stanza
    la luce fioca di candele e lampade a petrolio
    e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere
    e il mio maestro mi insegn? com'? difficile trovare
    l'alba dentro l'imbrunire

     
    August 06

    l'allenatrice di una cantastorie

    Ricordo…

    Con una violenta irruzione ricordi di infanzia si materializzano nella mia testa.

    La soluzione, ma io non sapevo vederla.

    Ricordo:

    Indossavo i bermuda di cristiano (maschia da sempre) e  giravo sulla sua bici incazzata nera perché loro (i maschi) non mi facevano giocare a pallone, avevano soddisfatto i miei capricci con  due tiri a porta e mi avevano cacciata.

    Ero incazzata anche perché quel giorno le mie compagne avevano organizzato un Barbie’s meeting ed io non avevo Barbie, né volevo averne.

    Vado da loro e cerco di prenderle nel solito modo (questo è brutto, l’altro è più bello), insulto le loro Barbie, ovviamente qualcuna viene distrutta, ma alla fine le lasciano lì senza tante lacrime. Avevo idea di costruire una casa sull’albero, proprio dove stavano giocando i ragazzi .Le convinco a raccogliere rami, a prendere spago, forbici, taglierini e tutto quanto può servire. Ognuna si movimenta e alla fine anche i ragazzi incuriositi partecipano e danno una mano. Il risultato fu che qualcosa avevamo fatto, ma ci voleva molta fantasia perché sembrasse una casa… ma per noi lo era, ed era bellissima, ed io spiegavo nei minimi particolari i progetti che avevo per migliorarla, ovviamente erano poco fattibili, ma io ci credevo e grazie alle mie fantastiche spiegazioni ci credevano anche loro.

    Ho capito che questo è un atteggiamento che mi caratterizza.

    Ricordo:

    I miei dicevano che avevo preso il brutto vizio delle bugie. In effetti inventavo un sacco di cose a seconda della persona cui mi rivolgevo, mi piaceva montare gli avvenimenti nel modo in cui quella persona voleva che fossero… e per me non era qualcosa di sbagliato,anzi trovavo incredibilmente ingiusto che venisse considerato tale, perché io lo facevo in buona fede… era un regalo da parte mia.

    Avevo capito che ogni cosa aveva mille prospettive da cui essere considerata, guardata, raccontata…peccato che ci abbia messo molto di più per capire che questo modo di affrontare le cose era utile anche per me.

     

    Il problema (se così lo si puo’ chiamare) è che allora io lo consideravo un gioco,

    ora è il mio modo di vivere…

    Io pericolosa cantastorie, da 18 anni ho una storia d’amore con le Parole, con l’arte di usarle… non so quanto realmente sia diventata brava, ma so che è una cosa di cui non so fare a meno. Il mio modo di affrontare le cose, tutte le cose, è scrivere, parlarne… sano i miei dubbi come un allenatore farebbe con il suo campione: incitandolo, convincendolo che è il migliore anche quando non ci crede nemmeno lui.

    Il “problema” è quando voglio qualcosa di sbagliato:  difficilmente mi fermo, trovo sempre una ragione per incitarmi, una strada e un motivo che giustifichi e mi autorizzi a percorrerla.

     

    Tutto ciò per calmare un po’ di ansia, per convincermi che fino a settembre correrò convinta verso la direzione “giusta”, per dire a voi, ai miei o a me stessa che la mia strada la vedo disegnata con tanto di cartelli stradali quindi smettetela di dirmi che sarà molto difficile e di sottolineare il MOLTO.

    Tutto ciò per dirvi che ci credo, e ‘sti cazzi se sembro poco modesta.

    Ci credo perché è quello che amo fare, di conseguenza è l’unica cosa per cui non ho paura di spendere fatica e sudore.

    Ci credo perché è una cosa che mi vive dentro, che ho concepito da sola, ho partorito da sola, ho nutrito da sola, ho cresciuto da sola…

    Ci credo perché è una cosa per cui non sono nata, ma che ho voluto tremendamente conquistandomi parola per parola,pagina per pagina,pensiero per pensiero.

     

    Ricordo:

    scuole elementari. Compiti a casa: i pensierini.

    Io mi affacciai al balcone ed ebbi l’ispirazione per il mio pensierino:

    IL CANE FA PIPI’

     

    Vecchio quaderno di Cristiano. Pensierini

    AL CONIGLIO PIACE LA VERDURA MA ALLA VERDURA NON PIACE IL CONIGLIO.

     

    Ci credo perché mi ascolto quando penso e mi piace un sacco.

    Ci  credo perché a volte vengo divorata dalla voglia di scrivere in posti impensabili ed in momenti impensabili e soprattutto per cose impensabili.

    Ci credo perché il mio allenatore non mi ha mai permesso di non farlo.  

    August 04

    tra le piume...

    Si dice che quando una ragazza cambia i capelli è perché è cambiata… e in questo anniversario devo proprio ammetterlo,365 giorni,8760 ore,525600 minuti,31536000secondi  per combattere insieme al mio adorato Dylan, per imparare che anche Dylan con gli anni cambia.

    Un anno per imparare che non tutto ciò che è razionale è intelligente e viceversa che non è giusto considerare stupido tutto ciò che non è razionalmente spiegabile.

    Un anno per imparare che non posso scindere la mia parte razionale dalla mia parte emozionata, la mia parte intelligente e la mia parte incredibilmente stupida che ha creduto per tanto tempo di avere un’unica razionalissima natura.

    E ti diranno parole
    rosse come il sangue, nere come la notte
    ma non è vero, ragazzo,
    che la ragione sta sempre col più forte;
    io conosco poeti
    che spostano i fiumi con il pensiero,
    e naviganti infiniti
    che sanno parlare con il cielo.

     

    Ho imparato che POSSE ETIAM SUB MALIS PRINCIPIBUS MAGNOS VIROS ESSE, cioè che coloro che operano in ambienti cattivi, corrotti, e si mantengono al di sopra degli schemi sono degli eroi : un professore che riesce ad insegnare con amore in un sistema scolastico con tutt’altre priorità è un eroe ( grazie Rugg, grazie Valente…), una persona che si trova a confrontarsi e rapportarsi continuamente con persone che hanno principi diversi (tipo quelle persone per cui ogni cosa ha un prezzo e per tutto il resto c’è mastercard ), bè chi pur convivendo con queste non si lascia comprare né tantomeno svende i propri valori è un eroe…

    Un anno… poco, molto… un anno che passa e non te ne accorgi, un anno di cui hai scandito le ore… un anno pieno, un anno vuoto… un anno bellissimo, un anno spaventoso…

     

    Chiudi gli occhi, ragazzo,
    e credi solo a quel che vedi dentro
    stringi i pugni, ragazzo,
    non lasciargliela vinta neanche un momento
    copri l'amore, ragazzo,
    ma non nasconderlo sotto il mantello;
    a volte passa qualcuno,
    a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

    Un anno per capire di cosa voglio vivere, di cosa voglio morire…

    Sogna, ragazzo, sogna
    quando sale il vento nelle vie del cuore,
    quando un uomo
    vive per le sue parole
    o non vive più.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    non lasciarlo solo contro questo mondo,
    non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
    fallo pure tu!

    Sogna, ragazzo, sogna
    quando cala il vento ma non è finita,
    quando muore un uomo per la stessa vita
    che sognavi tu.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    non cambiare un verso della tua canzone,
    non lasciare un treno fermo alla stazione,
    non fermarti tu!

     

    Un anno per imparare ad ascoltare anche quando vorresti non farlo,per imparare a distinguere le pecore indifese da un esercito di mori, per imparare a guardare un colore sbiadire senza ripararlo, una persona  andare via senza correrle dietro,un anno per imparare che si puo’ vincere anche quando per tutti  stai perdendo 7 a 0…

    Lasciali dire che al mondo
    quelli come te perderanno sempre,
    perché hai già vinto, lo giuro,
    e non ti possono fare più niente.
    Passa ogni tanto la mano
    su un viso di donna, passaci le dita;
    nessun regno è più grande
    di questa piccola cosa che è la vita.

    Un anno per capire che vivi anche quando non te ne accorgi, che non puoi sognare di svegliartene fuori, perché la bacchetta magica ce l’hai solo tu…e nel frattempo nessun principe proverà a svegliarti con un bacio…

    E la vita è così forte
    che attraversa i muri senza farsi vedere;
    la vita è così vera
    che sembra impossibile doverla lasciare;
    la vita è così grande
    che "quando sarai sul punto di morire,
    pianterai un ulivo,
    convinto ancora di vederlo fiorire".

     

    La principessa da salvare, e nel contempo il coraggioso principe che la salva…

    Io io sola posso salvarmi dalle mie paure, dai paralizzanti pensieri , io sola posso uccidermi per partorirmi con dolore a nuova vita, io sola conosco la mia strada,e saprei percorrerla anche senza guardare…

    Sogna, ragazzo sogna,
    quando lei si volta, quando lei non torna,
    quando il solo passo che fermava il cuore
    non lo senti più.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    passeranno i giorni, passerrà l'amore,
    passeran le notti, finirà il dolore,
    sarai sempre tu ...

    Sogna, ragazzo sogna,
    piccolo ragazzo nella mia memoria,
    tante volte tanti dentro questa storia:
    non vi conto più.

    Sogna, ragazzo, sogna,
    ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
    manca solo un verso a quella poesia,
    puoi finirla tu.

      

     
    denso scorre
    e tutto iniziò scoprendo
    una lama tra le piume
     
    la maschera sorride dentro i suoi colori
    dissetandosi di dense gocce
    recisi i fili
    finscono le danze
    e passerà la banda a salutare
    vertigini e silenzi oscuri
    i silenzi delle parole che ti muoiono dentro
    che furono
    senza essere state mai
    il piede indugia
    si contorce un pensiero
    abbracciando ciò che si cela
    nel mezzo di niente
    dove scoprì una lama tra le piume
     
     
    August 01

    possibilità

    Ho aspettato, nemmeno poi con tanta ansia, che quella porta si chiudesse…ci ho visto dentro tante cose, ci ho visto dentro una vita, una ragazza, una donna realizzata… ci ho visto lacrime e sorrisi, ci ho visto delusioni e soddisfazioni… no, non sono stupida come si vuole credere, come si puo’ credere, ho fatto i miei conti! 1,100,1000 volte…

    Possibilità.

    Possibilità che si deve avere la voglia e la forza di trasformare in certezza… guardavo quella donna, quella possibilità, ed ho capito che non avevo nessuna voglia.

    Ammetto che a volte penso di essermi lasciata sfuggire un’occasione…

    Ma alla fine ho fiducia, molta, moltissima a dire la verità!

    Perché ora che aspetto, faccio la fila per entrare nel MIO spettacolo, io, come sempre attrice e spettatrice nello stesso tempo, mi sento bene…

    Mi vedo senese, sulla stessa fontana ove l’anno scorso una ragazza scalza studiava…

    ma io non studio, osservo.

    Domani iniziano i corsi, penso a Sara, a Milano ormai da un mese…penso a cosa starei pensando ora se non avessi lasciato che quella porta si chiudesse. Guardo la piazza, la gente silenziosa e pacata di questa città che mi porto nel cuore senza sapere nemmeno perché. Penso alla mia nuova casa, poi a quella vera, dove c’è mamma, cris, peppino, la gatta…

    Penso a quelle ragazze che non conosco… “domani le impressionerò con una buona pasta come la facevo alle ragazze in vacanza”… le ragazze…

    Angela a medicina, e dire che non ci credeva nemmeno lei… Michela a giurisprudenza, Anto a psicologia,Teresa e Kikka a Roma… come sarà l’estate prossima??

    Basta! Mi alzo, cammino, i piedi mi portano al portone di Lettere, lo stesso dove disinvoltamente un anno prima sono entrata solo per chiedere informazioni… mi faccio una risata, e vado a casa mia, contrada del bruco… felicemente.

    Mi vedo romana, alla fine dei 3 anni, ridere di tutte le volte che ho maledetto chi mi ha fatto fare quei test, ridere delle lacrime buttate sull’esame di economia o statistica, ridere ripercorrendo tutto, sentirmi soddisfatta, pronta a continuare, qui, a Roma… dopo che 4 anni prima mi ero impressionata vedendo il modo di vestire delle ragazze quando andammo da Angelo…

    Mi vedo a Fisciano, in casa con Maty, magari a mangiare con quell’Ivano di cui mi ha sempre parlato, magari Michele Placido che viene all’università e io mi commuovo e penso che dovevo fare l’accademia d’arte… magari a litigare per chi deve pulire ed io che sottolineo il fatto che ho cucinato,magari a fare la camomilla a Maty perché è in ansia perché IO ho l’esame, e rifargliela il giorno dopo che è in ansia perché Michela ha l’esame, e ancora dopo perché lei ha l’esame…

    Mi vedo a Napoli, incredibilmente divertita dalla paura che avevo di questi esami, incredibilmente divertita da quanto ne sono innamorata… scoprire che sono nata per fare quello e non l’avevo capito ancora, mi vedo a rompere le palle a Fabio, che se magari quel film non me l’avesse dato pezzotto avrei capito tutto molto prima…

     

    A Siena,a Roma, a Napoli, a Fisciano…

    L’importante è non escludere la possibilità di guidare il camion!!!